“Mio figlio è autistico, non sopporta i tessuti ma a Facebook non interessa”. Bloccata

Lo sfogo di Lara. Il social più cliccato scambia suo figlio per una bambina e scatta la censura

Di Simona Boenzi

Il trambusto mediatico degli ultimi fatti in America, il Covid, vaccino sì, vaccino no e anche al social più cliccato nel mondo, qualcosa è sfuggito di mano, anzi, all’ occhio non proprio attento sulla moltitudine giornaliera di post da parte dei suoi iscritti. Solo che stavolta la “toppa” il team di Mark Zuckerberg l’ ha presa e a quanto pare, non c’è verso di porre rimedio, in questo caso, anche di scuse.

La foto “incriminata” che ritrae il piccolo Enea, scambiato per una bambina dallo staff Facebook’s control

La giovane mamma Lara Santarelli, italiana a Londra da parecchi anni ormai, si è vista il proprio account sospeso al risveglio, l’8 gennaio scorso. Motivo: la pubblicazione di una foto che ritrae il proprio figlio, Enea, 8 anni il prossimo 28 gennaio, seduto a petto nudo, nella sua stanza in mezzo ai giocattoli. E cosa ha visto Facebook di così osceno tanto da far rimanere completamente basita la donna? I capelli di Enea. Già, perché Enea ha un look da rock star: i suoi capelli ondulati superano le spalle e probabilmente il “ Zucky ‘ s team” ha avuto una svista grossa così. E che succede ora? Niente. Questo è il vero problema. Oltre al danno pure la beffa. Perché nella sezione “Privacy policy”, il regolamento parla chiaro: vietato pubblicare immagini di bambine ( BAMBINE ) , nude e semi nude, vietato pubblicare immagini di adulti che ritraggono scene di baci sulle labbra a bambini, eccetera, eccetera. Pagine e pagine di “stretta” sull’etica che ha il suo perché. Viene da chiedersi – ma non siamo qui per fare i bacchettoni – come mai ad oggi continuano a spuntare come funghi, video di estrema violenza sugli animali, gruppi che addirittura consigliano quali siano gli animali più insoliti e illegali da mangiare, senza contare alle migliaia di “ odiatori” e “Trolls”, che navigano indisturbati e che, pur nel vano tentativo di segnalazioni multiple, stanno sempre là.

Torniamo al caso “Enea”. “ Mio figlio è nello spettro autistico – spiega Lara – il fatto che stesse a torso nudo non è esibizionismo, Enea ha un problema di tipo sensoriale con i tessuti. Ogni giorno è una lotta per farlo vestire, senza contare il fatto che ho altri due bambini da accudire, più piccoli di lui e non posso turbarlo quando è particolarmente nervoso. Enea è un bambino dolcissimo – prosegue la giovane mamma – mi aiuta con i suoi fratelli, gioca con Flavio il più piccolo, di appena un anno e con Remo, il secondo. Ma essere madre di un bambino nello spettro autistico, significa dover rivedere tutta la propria vita, le tue abitudini, rimettersi in discussione completamente. Quello che per la stragrande maggioranza delle  persone è considerato “ordinario, normale, usuale, regolare”, ecco, leviamo tutti questi aggettivi e usiamone uno per chi vive con una persona autistica: paziente. Ho imparato ad essere paziente, a entrare nella mente di mio figlio, per cercare di capirlo il più possibile. Non è facile quando vivi in un Paese lontano da casa e dalla famiglia. Mio marito lavora, siamo in un momento storico difficile per tutti, restare in casa per giorni, mesi, manda in depressione le persone “normali”, immaginate un po’ tenere un bambino iperattivo chiuso dentro quattro mura. Ho voluto immortalarlo con quella fotografia che ho postato, perché vederlo sorridere mi fa stare bene, Facebook è uno dei pochi mezzi per stare in contatto con amici e famiglia”.

Lara è una donna coraggiosa, forte, particolare, la puoi incontrare per le strade di Londra con un carro a pedali moderno adibito al trasporto di bambini, dove incroci gli sguardi sorridenti dei suoi figli,  che sia una giornata di nuvole o di sole. E i momenti li immortala sul suo angolo virtuale, quello che oggi abbiamo tutti. E che le è stato chiuso, per una grave svista

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