Mese: febbraio 2020

Il gentleman è pronto: sale sul ring il campione Luca D’Ortenzi

Di Simona Boenzi

Lo stiamo aspettando. Mancano pochissimi giorni all’ attesissimo evento che lo vedrà salire sul ring. 31 anni nato a Roma, lo scorso 13 luglio, Luca D’Ortenzi, un metro e 90, 91  chili, ha conquistato il titolo italiano dei pesi massimi contro Sergio Romano per TKO all’ ottava ripresa.

Il suo curriculum da professionista recita dieci vittorie, di cui tre prima del limite e una sconfitta. è riuscito in una grande impresa: ha riportato la corona italiana dei pesi massimi a Roma. Lo vedremo all’opera, nel grande evento pugilistico che il prossimo 29 Febbraio a partire dalle ore 20si terrà all’interno del Teatro 9 degli Studios TV di Via Tiburtina 521 nei rispettivi incontri internazionali, il campione del Mediterraneo IBF in carica dei pesi massimi leggeri Luca D’Ortenzi, il prospect Francesco Russo ed i rientri sul ring di Christopher Mondongo e Michael Azzarà. Un match che servirà al boxer italiano come preparazione per il Titolo Internazionale IBF che disputerà al Palasantoro a Roma il 5 aprile prossimo


Sei incontri formeranno una fight card che prevede l’atteso scontro al limite dei pesi welter tra il prospect romano Pietro Rossetti e il ceccanese Federico Cerelli. Nell’evento principale ,  valevole per il vacante campionato Intercontinentale IBO dei pesi superpiuma, saliranno sul ring il coriaceo fighter venezuelano Breilor Teran ed il già campione d’Italia, già campione del mediterraneo IBF e già campione internazionale silver WBC della categoria: Michael Magnesi.

“Il pugilato non è una disciplina per ragazzi cattivi – spiega D’Ortenzi – è un luogo comune che deve essere superato. Le arti sportive che vedono l’esposizione del corpo a corpo, rappresentano un elemento di misurazione con te stesso prima di tutto e la mente lavora contemporaneamente al corpo. Devi osservare, capire e anticipare il tuo avversario. Questo non è “fare a botte “.

La location è stata individuata dopo una attenta ed estenuante ricerca – spiega Veruska Sirimarco, direttore sportivo della Asd Accademia pugilistica Roma est – Inutili gli sforzi di ottenere un posto a Guidonia Montecelio. Una città che dovrebbe dare lustro e grande rilevanza alle iniziative sportive, per stimolare i giovani nella formazione di una disciplina bella come la boxe. Quest’anno abbiamo avuto un gran numero di adesione anche fra i più piccoli. E in questi giorni stiamo ricevendo centinaia di telefonate e mail di richiesta biglietti, perché  i ragazzi amano il nostro Luca D’Ortenzi. Per noi è un onore, questo vuol dire che i ragazzi credono e amano identificarsi in modelli sani. La nostra amministrazione sembra essere atona di fronte a queste cose”.

da sinistra la campionessa Maria Cecchi (Russian Hurricane ), il direttore sportivo asd Roma est Veruska Sirimarco e il campione Luca D’Ortenzi

Le altre stelle che brillano all’Asd Roma Est e Simone Federici

Nel frattempo ad aprile un altro colosso – Simone Federici, classe 1993, di Corcolle  rientrato a novembre dall’America portandosi il meritato trofeo di cintura continentale americana, una delle più importanti del panorama internazionale. Cintura conquistata sconfiggendo Stivens Bujaj, un albanese residente a New York e affrontato gente di caratura mondiale come Mateusz Masternak. Ancora una volta il giovane ha combattuto al Paramount Theater di Huntington.  Come si ricorderà nel precedente match avvenuto il 22 febbraio aveva affrontato Joel Tambwe Djeko, pugile gigantesco e scorretto. Il verdetto sfavorevole al nostro atleta fu lungamente fischiato. Indubbiamente Simone ha fatto tesoro di quell’esperienza e si è presentato sullo stesso Teatro non frastornato, ma deciso a vendere cara la pelle ( fonte boxering.fpi.it ). Federici ha un curriculum di quelli tosti : da dilettante campione d’Italia 2009,  campione d’Italia nel 2010, professionista campione d’Italia 2017, due volte campione IBF mediterraneo, 2018WBC e infine appunto , continental america 2019.

Maria Cecchi – Lei è Russian Hurricane, 24 anni italo russa.

Vanta tre argenti al Guanto d’oro, un argento agli assoluti, un argento intercontinentale . Titoli conquistati grazie alla sua forza, alle estenuanti ore di allenamento, il team di Simone Autorino che segue i ragazzi come se fossero suoi fratelli minori, ma Maria è altro.

“ Ho iniziato in Russia all’età di 20 anni – racconta – cercavo una mia identità e avevo voglia di dare un senso importante alla mia vita. A 24 anni sono entrata nell’Asd Roma Est e mi sono trovata in famiglia. Questo è un elemento importante per chi si allena. Varchi la porta della palestra e sai di trovare il tuo mondo, le persone giuste che lo condividono con te”.

Riservata, non ama i social, alla domanda “Quanti followers hai “ , ti guarda con una espressione corrucciata e segue un mezzo sorriso: “ Ne ho abbastanza da capire che sono le persone vere che mi seguono con grande affetto e con cui riesco sempre a intrattenere due chiacchiere. Non mi piace chi sfrutta la popolarità, si fa seguire e non risegue, è un gesto di grande maleducazione. Mi piacerebbe mandare un messaggio soprattutto alle donne, a tutte quelle donne che cercano la felicità ma non riescono a farlo perché hanno situazioni difficili. Dovete pensare a voi, amarvi. Questo conta”. A luglio Russian Hurricane ci riserverà  una grande sorpresa. Per ora non anticipiamo nulla.

Corona virus: il vero pericolo è Facebook

Il fenomeno di psicosi collettiva spiegato dallo psicologo Mordeca Marraudino

Di Simona Boenzi

“L’uomo ha paura della morte. Nasce così il bisogno collettivo di esorcizzare questa paura attraverso la condivisione compulsiva sui social , come sta avvenendo in queste ore , di post, commenti, link, sull’evento del momento”. A spiegare questo panico mediatico è lo psicologo, sociologo Mordeca Marraudino, esperto in psicoterapia cognitivo comportamentale.

“ Il “coronavirus” non è una novità, è un virus che si sviluppa  nel raffreddore e in alcuni casi di infezioni respiratorie, porta a polmoniti, broncopolmoniti – spiega –  non è la prima volta che la collettività viene messa al corrente del pericolo di una epidemia. Gia’ nel 2003 si è verificato il caso della “ Sars “ ( sindrome respiratoria acuta grave). Prendiamo il comunicato redatto nel luglio 2003 dall’Organizzazione mondiale della sanità. Cosa si legge ? “Viste le molte problematiche che rimangono sulla SARS e la possibilità che alcuni casi possano essere sfuggiti alla rete di sorveglianza, la OMS avvisa che la continuazione della vigilanza globale per la SARS è necessaria nel futuro. Il mondo non è ancora libero dalla SARS “.

Cosa ricordiamo riguardo questa epidemia? Poco. Perché? Perché nel 2003 Facebook non era ancora nato ( nascerà l’anno dopo, a febbraio 2004).Se ne parlò per un lasso ristretto di tempo, giornali, notiziari tv, internet, ma è con la  “condivisione”, con il relazionarsi in tempo reale che si sviluppa tutto e il contrario di tutto.

Post e commenti di queste ore su Facebook

Ovviamente – spiega Marraudino – non entro in merito all’aspetto scientifico ma prendo in esame la mia materia: la psicologia, il comportamento delle persone e le loro reazioni. Facebook negli anni è diventato un terreno fertile soprattutto per la fascia di età compresa fra i 30 – 70 anni. Questo è lo zoccolo duro che persiste  e trascorre in media dalle 6 / 8 ore scandite nell’arco di una giornata. Ma Facebook è un social network e quanto possiamo assimilare da un social ? Su tre informazioni , due sono vere in parte, l’altra al cento per cento è falsa. In Cina – prosegue – sono morte 200, 300, 600, 800 persone “, sono informazioni che ci arrivano ma vengono smentite, poi riprese, poi smentite di nuovo. Ad esempio leggiamo anche : “Il tempo di incubazione del virus è di 12 giorni”, poi ancora: “ Un paziente di nazionalità romena è stato messo in osservazione presso il nosocomio tiburtino perché nella giornata di ieri è entrato in contatto con due cinesi in un albergo a Roma sospettati di aver contratto il virus “ ( si legge sul webzine Tiburno ) . Ma come è possibile? Non erano dodici giorni di incubazione? Il problema – prosegue il professor Marraudino – non è la divulgazione di una notizia che effettivamente documenta la cronaca di ciò che sta succedendo, ma è la grande confusione che si crea quando tutte queste informazioni iniziano ad essere condivise, commentate e riproposte senza uno specifico ordine mentale. L’individuo trenta – sessantenne in un 80 percento dei casi, ha questa necessità di buttarsi nella mischia in maniera disordinata.Magari in una pagina, la stessa persona pubblica una vignetta satirica sul “coronavirus”, in un’altra commenta la tragicità dell’evento .

Il post apparso su Facebook che indigna l’Italia

A cosa porta tutto questo? Al caos, al disordine, al giudizio, al panico

Eppure se facciamo un salto temporale al 2003, ci troviamo di fronte a una situazione che a conti fatti è la stessa. Per chi volesse leggere per esteso il comunicato dell’Oms , lo trova qui : https://www.epicentro.iss.it/focus/sars/sars-fine. Poi c’è la presunzione purtroppo di dare per certe determinate teorie. Il social web più cliccato vede la popolazione spaccata a metà: chi ci crede e chi non ci crede. Chi ci crede, lo fa con accanimento estremo. Stiamo arrivando al punto del non ritorno, attenzione, in queste ore ho letto post tremendi di chi ha deciso ad esempio di non mandare il proprio figlio a scuola perché in classe c’è il bambino/a di nazionalità cinese che è a casa con la febbre. Esatto, febbre, influenza stagionale, quella che si presenta puntualmente da secoli.

Facebook  falsa le identità, falsa le persone, le rende ciò che non sono. Un po’ come la moglie che è convinta di avere il marito più ligio e fedele, poi scopre un traffico di messaggi che fa fatica a capire se è il figlio pre adolescente a scrivere o se è suo padre.

Da ieri vediamo camminare e prendere la metro , persone con la mascherina e questa ondata di panico mi porta a dedurre che l’uomo non si ferma ma è disposto a ghettizzare un suo simile solo perché “L’ho letto su Facebook”. Poi abbiamo l’altra faccia della medaglia: “E’ la politica di Trump. L’economia cinese sta mettendo in ginocchio quella americana”. Sarebbe fantastico conoscere le risposte ad ogni situazione che il mondo ci presenta, ma non è così. La storia ci ha già portato la dimostrazione di quanto può essere pericoloso marchiare un individuo. Dalla santa inquisizione , passando per le lettere scarlatte , ai manicomi e alle ghettizzazioni religiose”.