Mese: gennaio 2018

2018: Per la famiglia

La prima delle cinque guide della SGI è “Fede per realizzare una famiglia armoniosa”.

In questo capitolo Ikeda scrive: «Per provare la validità della fede bisogna diventare un buon figlio o figlia, un buon marito o una buona moglie. A che serve la fede se ci porta a trascurare i nostri familiari? È stupido litigare per questioni di fede. Del resto, quando i familiari si oppongono alla fede di un membro della famiglia, spesso non è tanto perché sono contrari alla pratica in sé, ma perché non approvano il suo comportamento» (Saggezza, 366).

All’inizio di questo nuovo anno, rinnoviamo la decisione di creare legami armoniosi con i nostri familiari, basati sul rispetto e il sostegno reciproco, e diventiamo noi stesse il “sole” della nostra famiglia.

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Una rivoluzione familiare

La saggezza del Sutra del Loto, volume 3

capitolo XXVII: Precedenti vicende del re Ornamento Meraviglioso

(brani scelti da pag. 384 a pag. 403)

È cruciale la fede della madre

Come possiamo incoraggiare i nostri figli ad abbracciare la fede? Insegnando loro a rispettare e apprezzare la Soka Gakkai, ma senza insistere. La fede è per tutta la vita, perciò nella maggioranza dei casi non è saggio cercare di costringere i figli a praticare: capiranno a poco a poco. […] Ovviamente, il fatto che i figli non pratichino non deve necessariamente essere attribuito a un difetto nella fede dei genitori. Non è insolito che i figli considerati problematici si rivelino col tempo individui seri e con la testa sulle spalle. In ultima analisi tutto dipende dalla fede dei genitori.

In particolare, è cruciale la fede della madre. Questo è il significato di “coerenza dall’inizio alla fine”.

“Inizio” è la fede dei genitori e “fine” la fede dei figli. Se noi dimostriamo di far tesoro del Gohonzon e della Soka Gakkai che lo diffonde, tutto alla fine andrà per il meglio. I genitori che praticano gioiosamente, col passare del tempo, riceveranno grandi benefici e i loro figli capiranno da soli la grandezza della fede. (pagg. 395-7)

Apprezzare il sostegno dei familiari

Che gli altri membri della famiglia pratichino oppure no, la famiglia di un praticante resta la sua famiglia. Non bisogna giudicare gli altri dalle apparenze, decidendo che sono buoni perché praticano e cattivi perché non lo fanno. Bisogna trattare tutti con sincerità e rispetto, usando il buon senso. Una persona che è la sola praticante della famiglia, può partecipare alle attività grazie al sostegno degli altri familiari, del coniuge, dei genitori o dei suoceri. Ad esempio, potrà uscire per partecipare alle attività con la mente serena perché c’è qualcuno che si prende cura della casa. Bisogna rispettare e apprezzare coloro che ci rendono possibile coltivare la nostra fede.

Anche il re Ornamento Meraviglioso e i suoi familiari poterono ascoltare la predicazione del Budda e praticare la Via perché, mentre erano assenti, c’erano persone che amministravano gli affari del regno e si prendevano cura della reggia. Ovviamente, anche i membri non praticanti della famiglia accumulano grandi benefici. Il mondo del Buddismo è vasto. (pag. 399)