Mese: gennaio 2015

Juzu e buddismo

Il juzu è un oggetto  usato nella pratica buddista.  Utilizzato dagli appartenenti alla Soka Gakkai. Il significato del Juzu (tratta dal Nuovo Rinascimento nr.349):”Il juzu nel Buddismo di Nichiren Daishonin contiene 108 grani tutti uguali, numero che rappresenta i desideri terreni, più altri quattro più piccoli che simboleggiano le quattro guide dei Bodhisattva della Terra; in legno o in plastica, sono infilati nel cordoncino principale.

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Le due palline più grosse che sono diametralmente opposte sono dette grani “genitori”. Il grano “madre”, quello unito a tre nappine, significa mistico (myo oppure invisibile); il grano “padre”, quello legato a due nappine significa Legge (ho o anche visibile). Rappresentano i regni oggettivo (kyo) e soggettivo (chi) della vita, o, in altri termini, la realtà oggettiva dell’esistenza e la saggezza necessaria per percepirla.

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I due cordoncini che si staccano dal grano “padre” rappresentano il Budda e la Legge, sono annodati perché la Persona e la Legge sono la stessa cosa. Le altre tre nappine stanno a significare i tre tesori: i due cordoncini uguali rappresentano il Budda e la Legge, quello più corto il Prete. Sono detti tesori perché conducono tutte le persone all’Illuminazione. Le quattro palline di forma allungata che si trovano nelle nappine rappresentano i vasi contenenti i benefici che sgorgano dal Gohonzon tramite le nostre preghiere.

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Tra i quattro grani a forma di piccolo vaso e i grani “genitori” ci sono altri trenta grani che rappresentano i tremila mondi di ichinen sanzen, cioè i tremila potenziali stati vitali contenuti in un singolo istante di vita. Tutti i grani, a eccezione dei quattro a forma di vaso, sono rotondi a significare che l’insegnamento del Daishonin è armonico, completo e comprende tutto. Quindi impugnare il juzu significa prendere in mano la nostra vita.

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I miei juzu : questo blog merita uno spazio importante. Dal giorno in cui mi sono convertita al buddismo, ho iniziato a creare i JUZU PERSONALIZZATI. Per far sì che ogni compagno di fede, qualora lo desideri, possa tenere fra le sue mani una mia creazione, fatta col cuore e la forza del NAM MYOHO RENGE KYO

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Ecco una bella frase trovata su LotusFlower24.info

Vi prego di ricordare che la pazienza è di per sè una grande sfida e che spesso è la chiave per farsi strada in una situazione apparentemente senza via d’uscita. – Giorno per giorno – 17 gennaio

http://www.lotusflower24.info/q?id=62&l=it_IT

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Pedofilia – Rignano Flaminio stralci udienze

Martedì 21 Dicembre 2010 IlMessaggero di Roma pg.42 cronaca

di SIMONA BOENZI

«Aspettiamo questo momento da quattro anni. Finalmente possiamo raccontare quanto accaduto ai nostri figli». Grande soddisfazione ieri da parte dei cinque genitori che hanno potuto prendere la parola al processo sui presunti abusi agli alunni della scuola materna “Olga Rovere” di Rignano Flaminio. Con l’udienza di ieri si chiude l’ascolto del primo gruppo di genitori che nel 2006 denunciarono i fatti. Qualche momento di tensione in aula tra Roberto Borgogno, legale di Gianfranco Scancarello e alcune delle mamme e papà chiamati a deporre davanti al collegio giudicante presieduto da Mario Frigenti e dal pm Marco Mansi. «L’incalzare delle domande – ha spiegato Arianna Di Biagio, vice presidente dell’associazione genitori – ha aumentato lo stato emotivo dei testi, creando qualche lieve contraddizione».

Unica imputata presente la maestra Marisa Pucci difesa dall’avvocato Salustri, delle altre insegnanti c’erano invece i rispettivi legali, Giosuè Bruno Naso, legale di Silvana Magalotti, Giulia Camilletti, avvocato della bidella Cristina Lunerti. «Il processo sta prendendo piede in maniera estremamente positiva – ha commentato Antonio Cardamone difensore di parte civile – finora i racconti dei genitori ascoltati sono stati estremamente precisi, dai cambiamenti notati sui bambini, fino agli atteggiamenti “sessualizzati” che si andavano manifestando di volta in volta sino al decisivo racconto nel luglio del 2006 di una bambina di quattro anni che ha dato il via a quello che oggi è divenuto uno dei processi più discussi che la storia giudiziaria abbia mai avuto».

«Con le deposizioni di oggi si iniziano a delineare i profili di quelli che saranno individuati come i responsabili dei fatti accaduti ai bambini della scuola Olga Rovere – ha spiegato l’avvocato Carlo Taormina – il caso Rignano è stato falsamente tacciato come un’inchiesta opinabile, fondata su un’istruttoria lacunosa e tutte le accuse sono state formulate sulla base delle denunce dei genitori. Da oggi tutto il fango gettato su questo processo verrà rimosso». Prossima udienza il 17 gennaio.

Pedofilia – Rignano Flaminio, scuola materna Olga Rovere

di Simona Boenzi

«Aspettiamo questo momento da quattro anni. Finalmente possiamo raccontare quanto accaduto ai nostri figli». Grande soddisfazione ieri da parte dei cinque genitori che hanno potuto prendere la parola al processo sui presunti abusi agli alunni della scuola materna “Olga Rovere” di Rignano Flaminio. Con l’udienza di ieri si chiude l’ascolto del primo gruppo di genitori che nel 2006 denunciarono i fatti. Qualche momento di tensione in aula tra Roberto Borgogno, legale di Gianfranco Scancarello e alcune delle mamme e papà chiamati a deporre davanti al collegio giudicante presieduto da Mario Frigenti e dal pm Marco Mansi. «L’incalzare delle domande – ha spiegato Arianna Di Biagio, vice presidente dell’associazione genitori – ha aumentato lo stato emotivo dei testi, creando qualche lieve contraddizione».

Unica imputata presente la maestra Marisa Pucci difesa dall’avvocato Salustri, delle altre insegnanti c’erano invece i rispettivi legali, Giosuè Bruno Naso, legale di Silvana Magalotti, Giulia Camilletti, avvocato della bidella Cristina Lunerti. «Il processo sta prendendo piede in maniera estremamente positiva – ha commentato Antonio Cardamone difensore di parte civile – finora i racconti dei genitori ascoltati sono stati estremamente precisi, dai cambiamenti notati sui bambini, fino agli atteggiamenti “sessualizzati” che si andavano manifestando di volta in volta sino al decisivo racconto nel luglio del 2006 di una bambina di quattro anni che ha dato il via a quello che oggi è divenuto uno dei processi più discussi che la storia giudiziaria abbia mai avuto».

«Con le deposizioni di oggi si iniziano a delineare i profili di quelli che saranno individuati come i responsabili dei fatti accaduti ai bambini della scuola Olga Rovere – ha spiegato l’avvocato Carlo Taormina – il caso Rignano è stato falsamente tacciato come un’inchiesta opinabile, fondata su un’istruttoria lacunosa e tutte le accuse sono state formulate sulla base delle denunce dei genitori. Da oggi tutto il fango gettato su questo processo verrà rimosso». Prossima udienza il 17 gennaio.

Pedofilia: condannato bidello tiburtino

tribunale-di-tivoli

 di Simona Boenzi

Quella avance forse se la ricorderà per sempre cara gli è costata. è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione col beneficio della pena sospesa infatti, il bidello 54enne tiburtino che nel 2012 aveva molestato una studentessa della scuola Segrè a Villalba di Guidonia
L’altra mattina, presso il tribunale di Tivoli, il collegio presieduto da Mario Frigenti e composto da Claudio Politi e Fabrizio Iecher ha chiuso il procedimento penale a carico dell’uomo; nei suoi confronti anche l’interdizione dai pubblici uffici , l’allontanamento dalle scuole e dai luoghi frequentati dai minori.

L’accusa per l’uomo e il reato riconosciuto è di molestie sessuali ai danni di una minore. Se fino al terzo grado di giudizio il bidello verrà riconosciuto colpevole, potrà chiudere per sempre il suo rapporto lavorativo con la scuola. Difeso dagli avvocati Attilio Gigli e Alfredo Grazzini, il 54enne non è riuscito a farla franca di fronte alla legge. I giudici hanno ritenuto credibili e veritieri i racconti della studenytessa che a settembre 2012, sfuggita dalle mani dell’uomo, era corsa subito in caserma a denunciarlo. Mancavano pochi giorni alla riapertura delle scuole e la ragazza, ancora nel pieno della calura estiva, si era recata al plesso della Segrè, costituitasi parte civile nel processo e rappresentata dall’avvocato Sandro Alimonti per controllare l’elenco dei libri di testo che avrebbe comprato nei giorni a seguire.

Colpevole” di aver indossato una maglietta a mezze maniche e un paio di leggins estivi , deve aver attirato l’attenzione dell’uomo da solo in servizio in una scuola ancora vuota, dunque un posto appetibile per concedersi una “distrazione”. La studentessa entra e saluta il bidello descritto come “simpatico e cortese” da sempre con gli alunni, insospettabile.

Poi si dirige verso l’elenco dei testi e l’uomo le si avvicina chiedendole prima come avesse trascorso la vacanza, poi il numero di telefono.

Al rifiuto della ragazza, secondo quanto riportato in denuncia, il tipo ormai su di giri, l’avrebbe bloccata per i polsi con una mano e poi iniziato ad allungare troppo l’altra. Riuscita a dimenarsi la studentessa si è diretta subito a denunciarlo, ancora impanicata. Nonostante siano comprasi in aula tre testimoni in favore del bidello, la consulente della procura Lelia Di Domenico ha richiesto la condanna per l’uomo, ritenendo più credibili i racconti della ragazza