Mese: ottobre 2012

Utilizzare eventi sportivi per promuovere cause che non sono di natura sportiva significa non essere coerenti con lo spirito dello sport

Questa l’allucinante dichiarazione che giunge dal ministero degli esteri indiano a seguito della decisione da parte della Ferrari di correre il gran premio d’India con la bandiera della marina italiana, in segno di solidarietà nei confronti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò italiani sequestrati in India ormai più di otto mesi fa.

La risposta della Ferrari non si è fatta attendere. Il Presidente Montezemolo ha infatti dichiarato che: “con la bandiera della Marina italiana sulle Ferrari al Gp d’India vogliamo dare solo un piccolo contributo, con grande rispetto delle autorità indiane, perché si trovi una soluzione attraverso il dialogo”.

Una risposta elegante ma forse un tantino blanda, visto come stanno le cose.

Abbiamo parlato di sequestro per molteplici motivi:

Primo, i fatti contestati ai nostri soldati (l’uccisione di due pescatori indiani) comunque stiano le cose, sono avvenuti in acque internazionali. Quindi non dovrebbero essere giudicati in India ma, bensì in Italia.

Secondo: i due marò si trovavano sulla Enrica Lexie  nell’ambito di una missione internazionale antipirateria in base ad una legge italiana e ad una risoluzione dell’Onu, e quindi dovrebbero godere dell’immunità  riservata ai militari in missione.

Terzo: le indagini svolte dal governo indiano sono a dir poco lacunose, svolte senza la presenza di periti, esperti in balistica, inviati dal nostro Paese cui è stata negata la partecipazione all’incidente probatorio. Sono infatti stati ammessi solo come “osservatori”.

Come se non bastasse, la sentenza avrebbe già dovuto essere emessa e subisce continui rinvii.

Se questa è la considerazione di cui il nostro Paese gode a livello di politica estera, non c’è certo di che stare allegri. Ma questo putroppo si era capito da un bel pezzo. Per quanto riguarda il caso dei nostri marò, da almeno otto mesi. Adesso però la misura è colma, e sarebbe sinceramente il caso che in nostro Ministro degli Esteri intervenisse ed agisse. I messaggi di distensione e fiducia sull’operato del Governo Indiano, e su un pronto rimpatrio dei due nostri connazionali, ormai non convincono più nessuno e lasciano un grande amaro in bocca. A dispetto della quasi quarantennale esperienza e di un curriculum di tutto rispetto , Giulio Terzi non riesce a derimere la vicenda. Lo faccia, di concerto con il Premier, oppure pensi seriamente a dimettersi.

Arianna Di Biagio

Responsabile Nazionale Welfare Lega Italia

BASTA CON LA POLITICA VIZIOSA: DOBBIAMO ELEGGERE PRESIDENTI, NON VELINE

Siamo ormai arrivati a un punto in cui le dimissioni di un presidente, di regione o governo che sia, dipendono sempre più spesso da vizi privati. La politica che dovrebbe mantenere gli equilibri di uno stato ed essere un punto di rifermento per il cittadino e  per la sua tutela, è in realtà proprio il peggiore esempio di sperpero di denaro pubblico e disprezzo delle reali necessità del Paese. Siamo passati dalle dimissioni di Marrazzo alla caduta di Silvio Berlusconi. L’interesse, la responsabilità e la tutela del nostro Paese sono diventati uno “showbiz” condito di soubrette e travestiti. A poche ore dall’arresto dell’ex consigliere Pdl Fiorito, tutti i rappresentati di partito colgono l’occasione per ripetere sempre le solite battute da copione. E’ il momento di concludere qualcosa di serio, è il momento di ingranare la marcia e compiere fatti concreti. Dovrà essere eletto il prossimo presidente della Regione, ma se andremo ad elezioni con le stesse regole, rischieremo di trovarvi a capo, nella migliore delle ipotesi, l’ennesima velina.