Mese: luglio 2012

LO STATO DEVE AIUTARE IL CITTADINO, NON “STROZZARLO”

Una soluzione da prendere immediatamente, in primis, la rimodulazione del sistema per la riscossione dei tributi e la necessità ad impedire che i beni primari non vengano toccati e, per chi ha bassi redditi, trovare una forma che impedisca al cittadino di trovarsi in una posizione debitoria nei confronti dello stato. Questa la proposta di legge nella quale l’avvocato Carlo Taormina         ha tenuto conto principalmente delle fasce a basso reddito. E’ partita venerdi 13 luglio a Latina la campagna elettorale del Professor Taormina per Lega Italia e toccherà via via molte città italiane.  Lo stato invece ha il compito di andare incontro a chi possiede un’azienda senza adottare interventi repressivi quali il pignoramento di beni immobili .

<< Occorre trovare una metodologia obbligatoria di formazione per un piano di pagamento fra creditore e debitore – ha spiegato Taormina – una modulazione di fatto che impedisca che una inosservanza all’accordo intervenuto possa essere causa di caduta di quel piano ma solo all’esito di queste procedure poter passare subito all’attività esecutiva in senso stretto. Questo è il sistema attraverso il quale noi vogliamo fare politica raccogliere ed entrare nel vivo dei problemi>>.

PROPOSTA LEGGE SALVA PATRIMONIO ESSENZIALE FAMIGLIA – LEGA ITALIA, CARLO TAORMINA

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

(ART. 71, comma 1, Costituzione)

 

Norme speciali per la riscossione di crediti dello Stato e degli Enti Pubblici

 

Articolo 1

Le disposizioni della presente legge si applicano obbligatoriamente alla riscossione dei crediti dello Stato o di un Ente Pubblico che riguardano persone fisiche o giuridiche con reddito netto annuo non superiore ad euro 50.000,00, ovvero persone fisiche con reddito netto non superiore ad euro 70.000,00 se percepite da un solo componente di famiglie con almeno un figlio. Peraltro, gli organi competenti, sulla base di regolamenti emanati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, possono estendere totalmente o parzialmente tali disposizioni a qualsiasi altra situazione e senza limitazioni di reddito.

 

Articolo 2

L’Agenzia delle Entrate ha l’obbligo, nei casi indicati dall’articolo precedente, di convocare il debitore per la determinazione di un piano di pagamento rateale senza limite di tempo, computando esclusivamente gli interessi legali e senza aggravio di sopratasse o multe. L’atto contenente le concordate modalità di pagamento è titolo esecutivo. L’atto di accertamento e iscrizione della situazione del credito a ruorlo non sono titoli esecutivi.

In caso di mancato pagamento di cinque rate, l’accordo è rinnovato tenendo conto delle condizioni economiche del debitore, mentre in caso di reiterato mancato pagamento di tre delle rate, di cui si comone l’accordo rinnovato è dato corso agli atti esecutivi.

 

Articolo 3

La riscossione dei crediti è curata dall’Agenzia delle Entrate, la quale ne fa delega agli enti pubblici interessati. Sono abolite soprattasse e multe ed ogni altra somma aggiuntiva rispetto alle entità del credito ed agli interessi legali.

 

Articolo 4

 

Lo Stato o per gli Enti Pubblici, quando susssisono le condizioni per l’esercizio dell’azione esecutiva, annotano nei pubblici registri immobiliari e dei beni mobili registrati, il titolo esecutivo senza aggravio di costi per il creditore.

L’annotazione è applicabile al terzo acquirente e garantisce il privilegio su qualsiasi altro credito.

 

Articolo 5

In caso di inadempimento, a norma del secondo comma dell’art.2, l’azione esecutiva è esercitata nelle forme ordinarie e sono esperibili tutte le opposizioni all’esecuzione e agli atti esecutivi.

Il giudice dell’esecuzione, prescindendo dalle opposizioni da esercitare, ha l’obblico di convocare le parti per la formazione di un piano di pagamento che, salvo situazioni eccezionali compravate dalla parte debitrice, in caso di inadempimento rispetto ad eementi essenziali dell’accordo, comporta l’immediato compimento degli atti esercitati sui beni mobili e immobili.

 

Articolo 6

Il presidente del Tribunale Fallimentare in caso di istanza di fallimento basata su inadempimento di crediti vantati dallo Stato o da Enti Pubblici nei confronti delle persone indicate nell’art.1, ha l’obbligo, prima di dar corso alla procedura per la emanazione della sentenza dichiarativa di fallimento, di convocare le parti e redigere, in accordo tra le stesse, un piano di pagamento attraverso la rateizzazione senza limite di tempo e comunque commisurate alla capacità economica del debitore.

In caso di inadempimento alle condizioni di cui al piano di pagamento previsto dal precedente comma, il Presidente del Tribunale Fallimentare convoca nuovamente le parti per concordare un diverso piano in relazione alle condizioni economiche del debitore. Solo in caso di inadempimento ritenuto essenziale per la tutela delle ragioni del creditore, sarà dato luogo alla procedura concorsuale con tutte le implicazioni di legge.

 

Articolo 7

Gli immobili adibiti a prima casa di abitazione con relativi arredi, quelli adibiti all’esercizio di attività imprenditoriali e commerciali con relativi arredi, le retribuzioni da lavoro dipendente e i profitti da lavoro autonomo non possono essere assoggettati a pignoramento o, per i beni immobili, ad iscrizione ipotecaria.

 

Articolo 8

Fino a quando la riscossione dei crediti dello stato è degli Enti Pubblici non sarà direttamente curata, le disposizioni precedenti si applicano alle procedure cui oggi è legittimata Equitalia