Flowe: il conto che spopola fra i giovani

Accumuli “gemme” e 10 euro per ogni iscritto. Intere comunità di ragazzi virtuali e non sono già esperti di moneta elettronica

Di Simona Boenzi

La nuova “card” è ormai lanciatissima soprattutto fra i ragazzi che, rispetto ai meno esperti, già si danno da fare e hanno preso confidenza con la nuova era: quella della moneta elettronica.

Leggono i post su Facebook di chi si domanda ancora se “conviene” o “è l’ennesima truffa dello Stato” oppure “ e’ un modo per controllare i nostri soldi”.Loro no. Vanno sul concreto. Si passano codici e informazioni su altre piattaforme perché si sa “ Facebook è superato! Ci sono solo quelli che si lamentano”, ti rispondono. E come dargli torto?E allora in che consiste questo nuovo ( per noi ) metodo di pagamento? Questo spauracchio che – si sa – quando una cosa non la conosci, pensi che ci sia “la fregatura”.  Vediamo perché non è così.  Da questo momento inizia la spiegazione, nella maniera più semplice possibile .

E’ possibile acquistare un pc o un cellulare a costo zero? Sì. E’ una bufala? No!

Allora cosa si deve fare e soprattutto cosa è Flowe: è un servizio di Medionalum Banca che permette di avere un conto di pagamento online a cui viene associata una carta di debito virtuale e che opera in Italia da metà giugno 2020 e, in occasione degli acquisti natalizi ha avviato una nuova allettante promozione per acquisire nuovi clienti. Si tratta di un bonus che permette di ricevere gratuitamente 15 euro alla registrazione e 10 euro per ogni amico invitato ad aprire un conto, che è possibile convertire in buoni Amazon, Zalando, Decathlon o altri negozi. Non solo! Avrete la possibilità di accumulare punti da spendere all’interno del “Bazar” (per info maggiori visitare il sito )

Il codice fornito da noi che dovrai inserire

Vediamo più nel dettaglio come funziona il bonus 15 euro

Vai a: scarica l’app, ( o da app store per I phone o Google play)  –  apri il conto usando il codice IRENEMARC8539 e ricevi 150 gemme (da convertire in 15€) da Flowe (attenzione, senza il codice amico non riceverai il bonus)

All’apertura del conto digitale infatti, fattibile tramite App in pochi e semplici passaggi guidati avrete ovviamente un totale Euro che corrisponderà al saldo del vostro conto, e un totale di gemme che potete guadagnare compiendo azioni e spendere presso esercizi e siti di e commerce già sopra indicati

Sicura e affidabile, Flowe di Mediolanum   ha avviato una nuova allettante promozione natalizia per acquisire nuovi clienti

Il valore delle gift card rispetto alle gemme è di 1 a 10, quindi:

  • con 100 gemme potrete ricevere una Gift Card da 10 euro;
  • con 250 gemme potrete ricevere una Gift Card da 25 euro;
  • con 500 gemme potrete ricevere una Gift Card da 50 euro
  • con 1000 gemme potrete ricevere una Gift Card da 100 euro;

L’app Flowe vi regalerà 150 gemme alla registrazione e all’apertura del conto e 100 gemme per ogni amico invitato. Non mancano bonus ulteriori al raggiungimento di 10 amici invitati

Vi inserisco la mini guida per la registrazione ( presente già nella app Flowe )

  • apri l’applicazione Flowe appena installata e clicca Registrati;
  • a questo punto seguendo le istruzioni a schermo clicca su Inizia la registrazione e inserisci il numero di telefono;
  • imposta il tuo codice di accesso all’applicazione, utile anche per eseguire operazioni;
  • fatto questo riceverai un SMS per confermare il numero, la stessa cosa dovrai farla subito dopo con un indirizzo email;
  • alla richiesta del codice amico IRENEMARC8539 verifica che sia inserito il codice amico:  (per ricevere i 15€);
  • completa la registrazione facendo una foto del tuo documento d’identità (con carta d’identità e passaporto la registrazione si completerà in pochi minuti);
  • leggi e accetta la documentazione richiesta;
  • fai i selfie come richiesto a schermo;
  • conferma e aspetta la verifica da parte di Flowe (solitamente impiega 10-20 minuti e riceverai una notifica di accettazione).

A questo punto ti si aprirà la schermata iniziale, molto semplice: in alto trovi il saldo residuo attuale sulla sinistra, mentre sulla destra il saldo di gemme, e sulla parte inferiore due pulsanti: Cash In e Cash out, il primo per aggiungere fondi al conto, il secondo per inviare soldi ad amici.

Clicca Cash In e seguendo sempre le operazioni a schermo fai un versamento sul conto di almeno 1 euro, tramite la tua carta di credito. Al completamento di questa operazione riceverai 150 gemme che potrai spendere nel Bazar

Brt Guidonia – La chiusura Covid verrà considerata “Ferie”

Di Simona Boenzi

Amaro risveglio per i dipendenti della sede Bartolini di Guidonia, filiale 142. I giorni di chiusura a causa di un focolaio, rispettivamente 15, 16 e 19 ottobre 2020, disposte dalle autorità comunali, verranno “giustificate” come “ferie “. E se in tutta Italia si pone l’accento sull’ultimo Dpcm , che stringe su ristoratori, palestre, centri estetici, dall’altra, un altro fronte si trova messo al muro e preso col cappio alla gola: L’ Operaio

Eppure , di fronte a questo problema – il giurista cerca prima di tutto se vi sia una disposizione specifica che dia una risposta. In assenza, si deve ragionare sulla base delle regole generali e dei principi, tenendo conto che in molti casi vi sarà la necessità di operare un cosiddetto “bilanciamento” tra diritti: quelli di lavoratrici e lavoratori, ma anche quelli dell’impresa e della collettività

Per le attività sospese dalle varie ordinanze (per imprese o per singoli lavoratori) siamo innanzi a sospensioni per fatto non imputabile al datore di lavoro. Giuridicamente viene meno l’obbligo di pagare la retribuzione e versare i contributi, ma si può fare ricorso agli ammortizzatori sociali, in particolare la cassa integrazione guadagni ordinaria, che prevede una indennità reddituale e la contribuzione figurativa.

Una situazione che deve essere assolutamente presa in mano da autorità governative – chi ha disposto la chiusura – e datori di lavoro

Il DL 9 – ma solo per i dipendenti pubblici – dice che le assenze dovute alle misure di contenimento del contagio siano considerate come servizio ordinario e regolarmente retribuite (viene meno solo l’indennità di mensa). La stessa norma, per i pubblici, equipara la quarantena al ricovero ospedaliero.

Più incerta è la situazione di imprese e attività che non sono interessate a sospensioni obbligatorie, ma adottano misure prudenziali di sospensione o riduzione del lavoro. Non c’è questione, ovviamente, se le parti si accordano per la gestione del periodo di emergenza: lavoro a distanza, attività di aggiornamento o formazione, utilizzo di ferie o permessi

Per le sospensioni decise unilateralmente dal datore di lavoro, la regola generale è che la retribuzione sia comunque dovuta

Dovranno essere valutati i singoli casi, non potendo escludersi che la sospensione sia riconducibile all’adempimento di un vero e proprio obbligo di sicurezza e prevenzione.

Cura Covid: Lattoferrina, nuova scoperta. Quanto c’è di vero?

Di Simona Boenzi

Introvabile da ieri , prese d’assalto le farmacie e ovviamente costi raddoppiati nel giro di poche ore. Parliamo della lattoferrina, che non è la pillola della felicità, ma una proteina, contenuta anche nel latte materno. ne consegue che il latte materno indebolisce il virus. Sono più che convinti all’università di Tor Vergata, a Roma. In particolar modo la ricercatrice Elena Campione, facente parte di un team di ricercatori, in collaborazione con l’università La Sapienza e quella di Padova. Titoli a caratteri cubitali sulle news da ieri, grandi quanto il bollettino quotidiano dei contagiati.

Confezioni sui siti di vendita da “0, 30, 60 e alcune arrivano a sfiorare anche gli 80 euro. Eppure, come a marzo scoppiò il caso Amuchina, oggi è la volta della Lattoferrina. Gli effetti della manipolazione mediatica indotta dai media ma i ricercatori sono più che convinti.

Latte materno come possibile cura e prevenzione Covid

Il team che ha condotto lo studio ha dimostrato che l’esperimento ha funzionato su circa cento pazienti positivi ma asintomatici o con sintomi lievi. “Una volta selezionate le persone – racconta la professoressa Campione – abbiamo iniziato a somministrare la proteina andando di casa in casa, ottenendo fin da subito risultati significativi”. La ricercatrice Elena Campione affiancata dal professore Luca Bianchi, ordinario e direttore di Dermatologia, e il professore Massimo Andreoni, ordinario di malattie infettive del Policlinico Tor Vergata, oltre a un gruppo di lavoro costituito da 32 ricercatori.

costi lattoferrina on line

Informarsi sempre, prima di restare “ipnotizzati” su tutto ciò che ci arriva. Verrebbe da dire: il Natale si avvicina regala la lattoferrina . Ironia a parte, è importante sempre ascoltare il parere del medico di base, di un farmacista ed evitare il “Fai da te “

Story telling – La Sirenetta nascosta sotto il canale di villa Gregoriana a Tivoli

Tivoli – e’ possibile vedere la Sirenetta? Miti, leggende, fiabe, racconti di Elfi e Folletti, Trolls, sirenette e fantasmi. Ogni luogo ne ha una . In qualsiasi parte del mondo esistono figure mitologiche e leggendarie che ancora oggi e per sempre faranno sognare grandi e piccoli.

Villa Gregoriana – Tivoli

Ma la Sirenetta nasce dalla mente Hans Christian Andersen, scrittore danese dell’800, precisamente a Copenaghen. Allora perchè questa bellissima creatura viene “vista” nuotare nel canale sotto Villa Gregoriana?Nel 1805 e nel 1833 comincia il suo viaggio in Italia, dove, inizia a scrivere le sue fiabe. Si dice che possa aver trovato l’ispirazione per scrivere la fiaba della Sirenetta proprio a Tivoli, nella suggestiva grotta delle Sirene di Villa Gregoriana

Copenaghen

Questo personaggio così solitario, enigmatico, alto e impacciato, trovò nella bellissima Tivoli l’ispirazione per un’altra delle sue fiabe: l’ Usignolo .

Nella sua fiaba, Andersen più volte ci riferisce di come le voci melodiose delle sirene fossero confuse e sovrapposte allo spumeggiare delle onde, e come le loro candide figure si confondessero con la schiuma dell’acqua del mare

Perchè allora con tutto il mare e le scogliere che aveva in Danimarca, Andersen, come ha fatto a farsi venire l’ispirazione in una grotta con le cascatelle a Tivoli, dove non esiste mare?

Nella tradizione nordica e germanica esiste la figura leggendaria dell’Ondina – dal latino unda, il cui significato letterale è “onda” – creatura acquatica che vive spesso in prossimità d’insenature di fiumi, scogli, grotte, laghi, sorgenti, stagni e cascate di fiumi; la cui voce meravigliosa veniva solitamente udita sovrapposta allo scrosciare dell’acqua.

Nella maggior parte delle raffigurazioni le ondine appaiono come bellissime fanciulle, talvolta provviste di coda di pesce, con lunghi capelli ornati di fiori e conchiglie. L’Ondina non ha un’anima, ma può acquisirne una soltanto sposando un essere umano. Tutte queste caratteristiche le ritroviamo identiche nella connotazione che Andersen conferisce alle sirene della sua fiaba.

Non meravigliatevi dunque se al calar del sole, vi trovate nei pressi di Villa Gregoriana e una meravigliosa melodia vi sorprenda. Ricordiamoci sempre: SOGNARE AIUTA A STAR MEGLIO – a cura di Simona Boenzi

Fonti – “Roma, storie e leggende”

Nuovo dpcm e polemiche. Ingorghi sanitari fra le Asl

Una politica del terrore è il parere di molti virologi. L’isteria crea inutili e gravi ingorghi sanitari

Di Simona Boenzi

Il mondo si sta fermando di nuovo, se non muori di Covid, muori di fame. Al panico e le lunghe trafile, si aggiunge il nuovo decreto che partirà da domani. Stavolta il Premier Conte si trova il parere contrario anche di virologi ed esperti. Intanto, da domani, fino al 30 novembre, stretta a feste, anche private, bar e ristoranti. Stop a gite, calcetto e basket amatoriale. Una situazione al collasso che, soprattutto fra le Asl territoriali è diventata ormai ingestibile. Ore di attesa per i tamponi, liste di attesa interminabili ed è tutto praticamente inutile. Se infatti, come sta avvenendo, aziende e scuole obbligano i tamponi ma restano aperti, i focolai aumentano di conseguenza e il rischio di contagio resta sempre alto.

Ma a quanto serve veramente adottare queste misure restrittive se – come spiega il virologo Giorgio Palu’

 “la circolazione del virus non si è mai arrestata, anche se, a luglio, i casi sembravano azzerati, complice la bella stagione, l’aria aperta, i raggi ultravioletti che uccidono il virus”. i casi di aumento del contagio vanno trattati, appunto, come casi di “persone positive al tampone”, cio’ che significa che fra questi, “il 95 per cento non ha sintomi e quindi non si può definire malato“. Secondo poi, “è certo che queste persone sono state ‘contagiate’, cioè sono venuti a contatto con il virus, ma non è detto che siano ‘contagiose’, cioè che possano trasmettere il virus ad altri”. 

Di seguito il testi per esteso della bozza del Dpcm 24 ottobre

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare
l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti
per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19».
Art. 1.
Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

  1. Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio
    nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di
    indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione
    dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo
    continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza
    dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive,
    amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, e con esclusione
    dei predetti obblighi:
    a) per i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva;
    b) per i bambini di età inferiore ai sei anni;
    c) per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché per
    coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.
    È fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno
    delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.
  2. È fatto obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, fatte
    salve le eccezioni già previste e validate dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’art. 2 dell’ordinanza
    3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della protezione civile.
    2-bis. Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento,
    può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e
    deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.
    2-ter. È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto
    pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per
    comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per
    svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.
    2-quater. È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi
    commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone
    ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida
    vigenti.
  3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 sono comunque derogabili esclusivamente con Protocolli
    validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’art. 2 dell’ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del
    Capo del Dipartimento della protezione civile.
  4. Ai fini di cui al comma 1, possono essere utilizzate anche mascherine di comunità, ovvero
    mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a
    fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e
    aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.
  5. L’utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie si aggiunge alle altre misure di
    protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e
    accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie.
  6. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio
    nazionale si applicano le seguenti misure:
    a) i soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5°) devono
    rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante;
    b) l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso
    rispetto del divieto di assembramento di cui all’art. 1, comma 8, primo periodo, del decreto-legge 16
    maggio 2020, n. 33, nonché della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; è
    consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o
    deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività
    ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della
    famiglia di cui all’allegato 8;
    c) sono sospese le attività dei parchi tematici e di divertimento; è consentito l’accesso di bambini
    e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non
    formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di
    adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento
    per le politiche della famiglia di cui all’allegato 8;
    d) è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate
    e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza
    interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività
    salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non
    completamente autosufficienti;
    e) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni
    luogo, sia pubblico sia privato; restano consentiti gli eventi e le competizioni sportive, nonché le
    sedute di allenamento degli atleti agonisti, riguardanti gli sport individuali e di squadra – riconosciuti
    dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle
    rispettive federazioni sportive nazionali, , ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali
    all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico,
    nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali;
    ;
    f)sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta
    eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri
    culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e
    palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso centri e circoli sportivi,
    pubblici e privati, , sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun
    assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la
    Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle
    Regioni e dalle Province autonome, ai sensi dell’ art. 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020;
    g) fatto salvo quanto previsto alla lettera e), lo svolgimento degli sport di contatto, come
    individuati con provvedimento del Ministro dello sport, è vietato , salvo che per le competizioni
    professionistiche nonché dilettantistiche di livello nazionale e comunque nel rispetto dei protocolli
    emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali; sono altresì sospese l’attività sportiva
    dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto
    nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludicoamatoriale;
    h) al fine di consentire il regolare svolgimento delle competizioni sportive di cui alla lettera e) ,
    che prevedono la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari di gara, e accompagnatori
    provenienti da Paesi per i quali l’ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena,
    questi ultimi, prima dell’ingresso in Italia, devono avere effettuato un test molecolare o antigenico per
    verificare lo stato di salute, il cui esito deve essere indicato nella dichiarazione di cui all’art. 5, comma
    1, e verificato dal vettore ai sensi dell’art. 7. Tale test non deve essere antecedente a 72 ore dall’arrivo
    in Italia e i soggetti interessati, per essere autorizzati all’ingresso in Italia, devono essere in possesso
    dell’esito che ne certifichi la negatività e riporti i dati anagrafici della persona sottoposta al test per
    gli eventuali controlli. In caso di esito negativo del tampone i soggetti interessati sono autorizzati a
    prendere parte alla competizione sportiva internazionale sul territorio italiano, in conformità con lo
    specifico protocollo adottato dall’ente sportivo organizzatore dell’evento;
    i) lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a
    condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di
    contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore ai sensi dell’art. 18 del testo unico
    delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;
    l) sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò;;
    m) sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale
    cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto ;
    n) restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali
    assimilati, all’aperto o al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese
    quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente
    raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze
    lavorative o situazioni di necessità e urgenza . Sono vietate le sagre, le fiere e gli altri analoghi eventi.
    Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale, previa
    adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’ art. 2 dell’ordinanza 3
    febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della protezione civile, e secondo misure
    organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai
    frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro;
    n-bis) sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono
    con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee
    guida vigenti e in assenza di pubblico ; nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si
    svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato
    svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza;
    o) l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di
    persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai
    frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
    p) le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli
    sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli allegati da 1 a 7;
    q) il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui
    all’art. 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004,
    n. 42, è assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle
    caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000
    l’anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti
    di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.
    Il servizio è organizzato tenendo conto dei protocolli o linee guida adottati dalle Regioni o dalla
    Conferenza delle regioni e delle province autonome. Le amministrazioni e i soggetti gestori dei musei
    e degli altri istituti e dei luoghi della cultura possono individuare specifiche misure organizzative, di
    prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi
    e delle attività svolte; resta sospesa l’efficacia delle disposizioni regolamentari di cui all’art. 4, comma
    2, secondo periodo, del decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali 11 dicembre 1997, n.
    507, che prevede il libero accesso a tutti gli istituti e ai luoghi della cultura statali la prima domenica
    del mese;
    r) fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi
    educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, per contrastare la diffusione del contagio,
    previa comunicazione al ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie
    delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali, le istituzioni
    scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività
    didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999 n. 275,
    incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari al 75 per cento delle
    attività , modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche
    attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni
    caso prima delle 9,00. Allo scopo di garantire la proporzionalità e l’adeguatezza delle misure adottate
    è promosso lo svolgimento periodico delle riunioni di coordinamento regionale e locale previste nel
    Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni
    del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (cd. “Piano scuola”), adottato con
    D.M. 26 giugno 2020, n. 39, condiviso e approvato da Regioni ed enti locali, con parere reso dalla
    Conferenza Unificata nella seduta del 26 giugno 2020, ai sensi dell’art. 9, comma 1, del decreto
    legislativo n. 281 del 1997. Sono consentiti i corsi di formazione specifica in medicina
    generale nonche’ le attivita’ didattico-formative degli Istituti di formazione dei Ministeri
    dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze e della giustizia. I corsi per i medici in
    formazione specialistica e le attivita’ dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica possono
    in ogni caso proseguire anche in modalita’ non in presenza. Sono altresi’ parimenti consentiti i corsi
    abilitanti e le prove teoriche e pratiche effettuate dagli uffici della motorizzazione civile e dalle
    autoscuole, i corsi per l’accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e viaggiatori e i
    corsi sul buon funzionamento del tachigrafo svolti dalle stesse autoscuole e da altri enti di
    formazione, nonche’ i corsi di formazione e i corsi abilitanti o comunque autorizzati o finanziati
    dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In presenza di un particolare aggravamento della
    situazione epidemiologica e al fine di contenere la diffusione dell’infezione da COVID-19, sentito il
    Presidente della Regione o delle Regioni interessate, con decreto del Ministro delle infrastrutture e
    dei trasporti è disposta la temporanea sospensione delle prove pratiche di guida di cui all’art. 121 del
    decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 da espletarsi nel territorio regionale e la proroga dei termini
    previsti dagli articoli 121 e 122 del citato decreto legislativo in favore dei candidati che non hanno
    potuto sostenere dette prove. Sono altresì consentiti, gli esami di qualifica dei percorsi di IeFP,
    secondo le disposizioni emanate dalle singole Regioni nonche’ i corsi di formazione da effettuarsi
    in materia di salute e sicurezza, a condizione che siano rispettate le misure di cui al «Documento
    tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione» pubblicato dall’INAIL. Al fine di mantenere il
    distanziamento sociale, e’ da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa. Le riunioni
    degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado possono
    essere svolte in presenza o a distanza sulla base della possibilita’ di garantire il distanziamento fisico
    e, di conseguenza, la sicurezza del personale convocato. Il rinnovo degli organi collegiali delle
    istituzioni scolastiche può avvenire secondo modalità a distanza nel rispetto dei principi di segretezza
    e libertà nella partecipazione alle elezioni. Gli enti gestori provvedono ad assicurare la pulizia degli
    ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l’infanzia.
    L’ente proprietario dell’immobile può autorizzare, in raccordo con le istituzioni scolastiche, l’ente
    gestore ad utilizzarne gli spazi per l’organizzazione e lo svolgimento di attivita’ ludiche, ricreative
    ed educative, non scolastiche ne’ formali, senza pregiudizio alcuno per le attivita’ delle istituzioni
    scolastiche medesime. Le attivita’ dovranno essere svolte con l’ausilio di personale qualificato, e con
    obbligo a carico dei gestori di adottare appositi protocolli di sicurezza conformi alle linee guida
    di cui all’allegato 8 e di procedere alle attivita’ di pulizia e igienizzazione necessarie. Alle medesime
    condizioni, possono essere utilizzati anche centri sportivi pubblici o privati;
    s) sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le
    uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e
    grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento,
    nonché le attività di tirocinio di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della
    ricerca 10 settembre 2010, n. 249, da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle
    prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti;
    t) le Università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in
    base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività
    curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell’evoluzione
    del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria ed, in ogni
    caso, nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca, di cui all’allegato 18,
    nonché’ sulla base del protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di COVID-19,di cui
    all’allegato 22; le disposizioni di cui alla presente lettera si applicano, per quanto compatibili, anche
    alle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica;
    u) a beneficio degli studenti che non riescano a partecipare alle attività didattiche o curriculari
    delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, tali attività possono
    essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime università e
    istituzioni, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le università e
    le istituzioni assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative
    modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova
    o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le
    assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lettera non sono computate ai fini della eventuale
    ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni;
    v) le amministrazioni di appartenenza possono, con decreto direttoriale generale o analogo
    provvedimento in relazione ai rispettivi ordinamenti, rideterminare le modalità didattiche ed
    organizzative dei corsi di formazione e di quelli a carattere universitario del personale delle Forze di
    polizia e delle Forze armate, prevedendo anche il ricorso ad attività didattiche ed esami a distanza e
    l’eventuale soppressione di prove non ancora svoltesi, ferma restando la validità delle prove di esame
    già sostenute ai fini della formazione della graduatoria finale del corso. Per la durata dello stato di
    emergenza epidemiologica, fino al permanere di misure restrittive e/o di contenimento dello stesso,
    per lo svolgimento delle procedure concorsuali indette o da indirsi per l’accesso ai ruoli e alle
    qualifiche delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale di Vigili del fuoco, al fine
    di prevenire possibili fenomeni di diffusione del contagio da COVID-19, si applica quanto previsto
    dagli articoli 259 e 260 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla
    legge 17 luglio 2020, n. 77;
    w) i periodi di assenza dai corsi di formazione di cui alla lettera v), comunque connessi al
    fenomeno epidemiologico da COVID-19, non concorrono al raggiungimento del limite di assenze il
    cui superamento comporta il rinvio, l’ammissione al recupero dell’anno o la dimissione dai medesimi
    corsi;
    z) sospensione delle procedure concorsuali pubbliche e private, ad esclusione dei casi in cui venga
    effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curriculari e/o in maniera telematica,
    nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario e di quelli per il personale della protezione
    civile, ferma restando l’osservanza delle disposizioni di cui alla direttiva del Ministro per la pubblica
    amministrazione n. 1 del 25 febbraio 2020 e ulteriori aggiornamenti; sono fatte salve le procedure in
    corso e quelle per le quali esistono specifici protocolli organizzativi validati dal Comitato tecnico
    scientifico;
    z);
    aa) è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei
    dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse
    indicazioni del personale sanitario preposto;
    bb) l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie
    assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e
    non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le
    misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;
    cc) tenuto conto delle indicazioni fornite dal Ministero della salute, d’intesa con il coordinatore
    degli interventi per il superamento dell’emergenza coronavirus, le articolazioni territoriali del Servizio
    sanitario nazionale assicurano al Ministero della giustizia idoneo supporto per il contenimento della
    diffusione del contagio del COVID-19, anche mediante adeguati presidi idonei a garantire, secondo
    i protocolli sanitari elaborati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della
    salute, i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni. I casi sintomatici
    dei nuovi ingressi sono posti in condizione di isolamento dagli altri detenuti;
    dd) le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla
    distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che
    venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; le
    suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a
    prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle
    Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti
    nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10.
    Si raccomanda altresì l’applicazione delle misure di cui all’allegato 11;
    ee) a decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub,
    ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni le
    predette attività sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00; il consumo al tavolo è consentito per
    un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato
    il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico ; resta consentita senza limiti di
    orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti; resta
    sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie
    sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24,00 la ristorazione con
    asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; le attività di cui al primo periodo
    restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente
    accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione
    epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a
    prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli
    o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome
    nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza
    con i criteri di cui all’allegato 10; continuano a essere consentite le attivita’ delle mense e del catering
    continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno
    un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente;
    ff) restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree
    di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con
    obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;
    gg) le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le Regioni e le
    Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle
    suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino
    i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di
    riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla
    Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli
    o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; resta fermo lo
    svolgimento delle attività inerenti ai servizi alla persona già consentite sulla base del decreto del
    Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020;
    hh) restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari,
    assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare
    comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;
    ii) il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle aziende del
    trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi
    in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza COVID-19 sulla base delle
    effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve,
    comunque, essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle
    fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti. Per le medesime finalità il
    Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto adottato di concerto con il Ministro della
    salute, può disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da COVID-19, riduzioni, sospensioni
    o limitazioni nei servizi di trasporto, anche internazionale, automobilistico, ferroviario, aereo,
    marittimo e nelle acque interne, anche imponendo specifici obblighi agli utenti, agli equipaggi,
    nonché ai vettori ed agli armatori;
    ll) in ordine alle attività professionali si raccomanda che:
    a) esse siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al
    proprio domicilio o in modalità a distanza;
    b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti
    previsti dalla contrattazione collettiva;
    c) siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, fermo restando l’obbligo di utilizzare
    dispositivi di protezione delle vie respiratorie laddove non sia possibile rispettare la distanza
    interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento;
    d) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal
    fine forme di ammortizzatori sociali;
    mm) le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che le Regioni e le
    Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle
    suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino
    i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento
    o in settori analoghi. Detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza
    delle regioni e delle province autonome nel rispetto di quanto stabilito dalla presente lettera e
    comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10. Per tali attività e nelle spiagge di libero
    accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo
    comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle
    Regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei
    luoghi, delle infrastrutture e della mobilità. I protocolli o linee guida delle Regioni riguardano in ogni
    caso:
    1) l’accesso agli stabilimenti balneari e gli spostamenti all’interno dei medesimi;
    2) l’accesso dei fornitori esterni;
    3) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per
    le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
    4) la distribuzione e il distanziamento delle postazioni da assegnare ai bagnanti;
    5) le misure igienico-sanitarie per il personale e per gli utenti;
    6) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
    7) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione degli utenti;
    8) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di
    prevenzione del rischio da seguire all’interno degli stabilimenti balneari;
    9) le spiagge di libero accesso;
    nn) le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il
    mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di
    sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle
    Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il
    rischio di contagio e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10, tenuto conto delle
    diverse tipologie di strutture ricettive. I protocolli o linee guida delle Regioni riguardano in ogni caso:
    1) le modalità di accesso, ricevimento, assistenza agli ospiti;
    2) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per
    le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
    3) le misure igienico-sanitarie per le camere e gli ambienti comuni;
    4) l’accesso dei fornitori esterni;
    5) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
    6) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione dei clienti;
    7) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di
    prevenzione del rischio da seguire all’interno delle strutture ricettive e negli eventuali spazi all’aperto
    di pertinenza.
    Art. 2.
    Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive
    industriali e commerciali
  7. Sull’intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali, fatto salvo
    quanto previsto dall’art. 1, rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle
    misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di
    lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all’allegato 12, nonché, per
    i rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento
    della diffusione del COVID-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle
    infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali, di cui
    all’allegato 13, e il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del
    COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all’allegato
    14.
    Art. 3.
    Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale
  8. Sull’intero territorio nazionale si applicano altresì le seguenti misure:
    a) il personale sanitario si attiene alle appropriate misure per la prevenzione della diffusione delle
    infezioni per via respiratoria previste dalla normativa vigente e dal Ministero della salute sulla base
    delle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e i responsabili delle singole strutture
    provvedono ad applicare le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti fornite
    dal Ministero dellasalute;
    a-bis) al fine di rendere più efficace il contact tracing attraverso l’utilizzo dell’App Immuni, è
    fatto obbligo all’operatore sanitario del Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria
    locale, accedendo al sistema centrale di Immuni, di caricare il codice chiave in presenza di un
    caso di positività;
    b) è raccomandata l’applicazione delle misure di prevenzione igienico sanitaria di cui all’allegato
    19;
    c) nei servizi educativi per l’infanzia di cui al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, nelle
    scuole di ogni ordine e grado, nelle università, negli uffici delle restanti pubbliche amministrazioni,
    sono esposte presso gli ambienti aperti al pubblico, ovvero di maggiore affollamento e transito, le
    informazionisulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’allegato 19;
    d) i sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle
    misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’allegato 19 anche presso gli esercizi commerciali;
    e) nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del
    servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, in conformità alle disposizioni di cui alla
    direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione 25 febbraio 2020, n. 1, sono messe a
    disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per l’igiene delle
    mani;
    f) le aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza adottano interventi straordinari di
    sanificazione dei mezzi, ripetuti a cadenza ravvicinata.
  9. Nel predisporre, anche attraverso l’adozione di appositi protocolli, le misure necessarie a garantire
    la progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e il rientro in sicurezza dei propri dipendenti con
    le modalità di cui all’ art. 263 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, le pubbliche amministrazioni
    assicurano il rispetto delle prescrizioni vigenti in materia di tutela della salute adottate dalle
    competenti autorità.
  10. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo
    2001, n. 165, è incentivato il lavoro agile con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro
    della pubblica amministrazione, garantendo almeno la percentuale di cui all’articolo 263, comma 1,
    del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34.
    3-bis. Le pubbliche amministrazione dispongono una differenziazione dell’orario di ingresso del
    personale, fatto salvo il personale sanitario e socio sanitario, nonché quello impegnato in attività
    connessa all’emergenza o in servizi pubblici essenziali. È raccomandata la differenziazione
    dell’orario di ingresso del personale anche da parte dei datori di lavoro privati.
    Art. 4.
    Limitazioni agli spostamenti da e per l’estero
  11. Sono vietati gli spostamenti da e per Stati e territori di cui all’elenco E dell’allegato 20, l’ingresso e
    il transito nel territorio nazionale alle persone che hanno transitato o soggiornato negli Stati e territori
    di cui al medesimo elenco E nei quattordici giorni antecedenti, nonché gli spostamenti verso gli Stati
    e territori di cui all’elenco F dell’allegato 20, salvo che ricorrano uno o più dei seguenti motivi,
    comprovati mediante la dichiarazione di cui all’art. 5, comma 1:
    a) esigenze lavorative;
    b) assoluta urgenza;
    c) esigenze di salute;
    d) esigenze di studio;
    e) rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;
    f) ingresso nel territorio nazionale da parte di cittadini di Stati membri dell’Unione europea, di
    Stati parte dell’accordo di Schengen, del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, di Andorra,
    del Principato di Monaco, della Repubblica di San Marino, dello Stato della Città del Vaticano;
    g) ingresso nel territorio nazionale da parte di familiari delle persone fisiche di cui alla lettera f),
    come definiti dagli articoli 2 e 3 della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
    del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di
    soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n.
    1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE,
    75/35/CEE, 60/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE;
    h) ingresso nel territorio nazionale da parte di cittadini di Stati terzi soggiornanti di lungo periodo
    ai sensi della direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, relativa allo status dei
    cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo, nonché di cittadini di Stati terzi che
    derivano il diritto di residenza da altre disposizioni europee o dalla normativa nazionale;
    i) ingresso nel territorio nazionale da parte di familiari delle persone fisiche di cui alla lettera h),
    come definiti dagli articoli 2 e 3 della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
    del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di
    soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n.
    1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE,
    75/35/CEE, 60/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE;
    l) ingresso nel territorio nazionale per raggiungere il domicilio, l’abitazione o la residenza di una
    persona di cui alle lettere f) e h), anche non convivente, con la quale vi è una comprovata e stabile
    relazione affettiva.
  12. Sono vietati l’ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che hanno transitato o
    soggiornato negli Stati e territori di cui all’elenco F dell’allegato 20 nei quattordici giorni antecedenti,
    salvo che nei seguenti casi:
    a) persone di cui al comma 1, lettere f), g), h) e i) con residenza anagrafica in Italia da data
    anteriore a quella indicata nell’elenco F dell’allegato 20 con obbligo di presentare al vettore all’atto
    dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli un’attestazione di essersi sottoposti,
    nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, a un test molecolare o antigenico,
    effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;
    b) equipaggio e personale viaggiante dei mezzi di trasporto;
    c) funzionari e agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni
    internazionali, agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche,
    funzionari e impiegati consolari, personale militare e delle forze di polizia, italiane e straniere, e dei
    vigili del fuoco, nell’esercizio delle loro funzioni.
  13. Sono fatte salve le limitazioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale ai sensi dell’art.
    1, comma 3, del decreto-legge n. 33 del 2020, nonché le limitazioni disposte in relazione alla
    provenienza da specifici Stati e territori ai sensi dell’art. 1, comma 4, del decreto-legge n. 33 del 2020.
    Art. 5.
    Obblighi di dichiarazione in occasione dell’ingresso nel territorio nazionale dall’estero
  14. Fermi restando i divieti e le limitazioni di ingresso in Italia stabiliti all’art. 4, chiunque fa ingresso
    per qualsiasi durata nel territorio nazionale da Stati o territori esteri di cui agli elenchi B, C, D, E ed
    F dell’allegato 20 è tenuto a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato a
    effettuare controlli una dichiarazione resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente
    della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, recante l’indicazione in modo chiaro e dettagliato,
    tale da consentire le verifiche, di:
    a) Paesi e territori esteri nei quali la persona ha soggiornato o transitato nei quattordici giorni
    anteriori all’ingresso in Italia;
    b) motivi dello spostamento conformemente all’art. 4, nel caso di ingresso da Stati e territori di
    cui agli elenchi E ed F dell’allegato 20;
    c) nel caso di soggiorno o transito nei quattordici giorni anteriori all’ingresso in Italia in uno o
    più Stati e territori di cui agli elenchi D, E e F dell’allegato 20:
    1) indirizzo completo dell’abitazione o della dimora in Italia dove sarà svolto il periodo di
    sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario;
    2) mezzo di trasporto privato che verrà utilizzato per raggiungere il luogo di cui al numero 1)
    ovvero, esclusivamente in caso di ingresso in Italia mediante trasporto aereo di linea, ulteriore mezzo
    aereo di linea di cui si prevede l’utilizzo per raggiungere la località di destinazione finale e il codice
    identificativo del titolo di viaggio;
    3) recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante l’intero
    periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario;
    4) eventuale sussistenza di una o più circostanze di cui all’art. 6, commi 7 e 8.
  15. Nei casi espressamente previsti dal presente decreto e negli altri casi in cui ciò sia prescritto
    dall’autorità sanitaria nell’ambito dei protocolli di sicurezza previsti dal presente decreto, è fatto
    obbligo di presentare al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli
    un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad
    un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo.
  16. Le persone, che hanno soggiornato o transitato, nei quattordici giorni antecedenti all’ingresso in
    Italia, in Stati o territori di cui agli elenchi C, D, E ed F dell’allegato 20, anche se asintomatiche, sono
    obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento
    di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio.
  17. In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, resta fermo l’obbligo per chiunque di segnalare tale
    situazione con tempestività all’Autorità sanitaria e di sottoporsi, nelle more delle conseguenti
    determinazioni dell’Autorità sanitaria, ad isolamento.
    Art. 6.
    Sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario e obblighi di sottoporsi a test molecolare o
    antigenico a seguito dell’ingresso nel territorio nazionale dall’estero
  18. Le persone che hanno soggiornato o transitato, nei quattordici giorni antecedenti all’ingresso in
    Italia, in Stati o territori di cui agli elenchi D, E ed F dell’allegato 20, anche se asintomatiche, si
    attengono ai seguenti obblighi:
    a) compiono il percorso dal luogo di ingresso nel territorio nazionale o dal luogo di sbarco dal
    mezzo di linea utilizzato per fare ingresso in Italia all’abitazione o alla dimora dove sarà svolto il
    periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario esclusivamente con il mezzo privato indicato
    ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera c), fatto salvo il caso di transito aeroportuale di cui al comma 3;
    b) sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di
    quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora indicata ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera c).
  19. In deroga al comma 1, lettera a), in caso di ingresso nel territorio nazionale mediante trasporto
    aereo di linea, è consentito proseguire, mediante altro mezzo aereo di linea, il viaggio verso la
    destinazione finale indicata nella dichiarazione di cui all’art. 5, comma 1, lettera c), a condizione di
    non allontanarsi dalle aree specificamente destinate all’interno delle aerostazioni.
  20. Nell’ipotesi di cui ai commi 1 e 2, se dal luogo di ingresso nel territorio nazionale o dal luogo di
    sbarco dal mezzo di linea utilizzato per fare ingresso in Italia non è possibile raggiungere
    effettivamente mediante mezzo di trasporto privato l’abitazione o la dimora, indicata come luogo di
    effettuazione del periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario, fermo restando
    l’accertamento da parte dell’Autorità giudiziaria in ordine all’eventuale falsità della dichiarazione resa
    all’atto dell’imbarco ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera c), l’Autorità sanitaria competente per
    territorio informa immediatamente la Protezione civile regionale che, in coordinamento con il
    Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, determina le modalità
    e il luogo dove svolgere la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, con spese a carico
    esclusivo delle persone sottoposte alla predetta misura. In caso di insorgenza di sintomi COVID-19,
    i soggetti di cui al periodo precedente sono obbligati a segnalare tale situazione con tempestività
    all’Autorità sanitaria.
  21. Ad eccezione delle ipotesi nelle quali vi sia insorgenza di sintomi COVID-19, durante il periodo
    di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario effettuati secondo le modalità previste dai commi da
    1 a 3, è sempre consentito per le persone sottoposte a tali misure avviare il computo di un nuovo
    periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario presso altra abitazione o dimora, diversa da
    quella precedentemente indicata dall’Autorità sanitaria, a condizione che sia trasmessa alla stessa
    Autorità la dichiarazione prevista dall’art. 5, comma 1, integrata con l’indicazione dell’itinerario che
    si intende effettuare, e garantendo che il trasferimento verso la nuova abitazione o dimora avvenga
    esclusivamente con mezzo privato. L’Autorità sanitaria, ricevuta la comunicazione di cui al
    precedente periodo, provvede ad inoltrarla immediatamente al Dipartimento di prevenzione
    dell’azienda sanitaria territorialmente competente in relazione al luogo di destinazione per i controlli
    e le verifiche di competenza.
  22. L’operatore di sanità pubblica e i servizi di sanità pubblica territorialmente competenti provvedono,
    sulla base delle comunicazioni di cui al presente articolo, alla prescrizione della permanenza
    domiciliare, secondo le modalità di seguito indicate:
    a) contattano telefonicamente e assumono informazioni, il più possibile dettagliate e
    documentate, sulle zone di soggiorno e sul percorso del viaggio effettuato nei quattordici giorni
    precedenti, ai fini di una adeguata valutazione del rischio di esposizione;
    b) avviata la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, l’operatore di sanità pubblica
    informa inoltre il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta da cui il soggetto è assistito
    anche ai fini dell’eventuale certificazione ai fini INPS (circolare INPS HERMES 25 febbraio 2020
    0000716 del 25 febbraio 2020);
    c) in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare
    una dichiarazione indirizzata all’INPS, al datore di lavoro e al medico di medicina generale o al
    pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena
    precauzionale, specificandone la data di inizio e fine;
    d) accertano l’assenza di febbre o altra sintomatologia del soggetto da porre in isolamento,
    nonché’ degli altri eventuali conviventi;
    e) informano la persona circa i sintomi, le caratteristiche di contagiosità, le modalità di
    trasmissione della malattia, le misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi in caso di
    comparsa di sintomi;
    f) informano la persona circa la necessità di misurare la temperatura corporea due volte al giorno
    (la mattina e la sera), nonché di mantenere:
    1) lo stato di isolamento per quattordici giorni dall’ultima esposizione;
    2) il divieto di contatti sociali;
    3) il divieto di spostamenti e viaggi;
    4) l’obbligo di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza;
    g) in caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:
    1) avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e
    l’operatore di sanità pubblica;
    2) indossare una mascherina chirurgica e allontanarsi dagli altri conviventi;
    3) rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione
    naturale, in attesa del trasferimento in ospedale, ove necessario;
    h) l’operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle
    condizioni di salute, la persona in sorveglianza. In caso di comparsa di sintomatologia, dopo aver
    consultato il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta, il medico di sanità pubblica
    procede secondo quanto previsto dalla circolare n. 5443 del Ministero della salute del 22 febbraio
    2020, e successive modificazioni e integrazioni.
  23. Nel caso di soggiorno o transito nei quattordici giorni anteriori all’ingresso in Italia in uno o più
    Stati e territori di cui all’elenco C dell’allegato 20, si applicano le seguenti misure di prevenzione,
    alternative tra loro:
    a) obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare
    i controlli dell’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio
    nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;
    b) obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone,
    al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore
    dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento; in attesa di
    sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento le persone sono sottoposte
    all’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora.
  24. A condizione che non insorgano sintomi di COVID-19 e fermi restando gli obblighi di cui all’art.
    5, le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 non si applicano:
    a) all’equipaggio dei mezzi di trasporto;
    b) al personale viaggiante;
    c) ai movimenti da e per gli Stati e territori di cui all’elenco A dell’allegato 20;
    d) agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla
    competente autorità sanitaria;
    e) agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e
    fieristiche di livello internazionale, previa autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di
    presentare al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli
    un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, a un
    test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo.
  25. A condizione che non insorgano sintomi di COVID-19 e che non ci siano stati soggiorni o transiti
    in uno o più Paesi di cui all’elenco F dell’allegato 20 nei quattordici giorni antecedenti all’ingresso in
    Italia, fermi restando gli obblighi di cui all’art. 5, le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 non si
    applicano:
    a) a chiunque fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate
    esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare
    immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di
    isolamento fiduciario conformemente ai commi da 1 a 5;
    b) a chiunque transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a
    36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale
    o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario conformemente ai
    commi da 1 a 5;
    c) ai cittadini e ai residenti di uno Stato membro dell’Unione europea e degli altri Stati e territori
    indicati agli elenchi A, B, C e D dell’allegato 20 che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di
    lavoro, salvo che nei quattordici giorni anteriori all’ingresso in Italia abbiano soggiornato o transitato
    in uno o più Stati e territori di cui all’elenco C;
    d) al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie,
    incluso l’esercizio temporaneo di cui all’art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27;
    e) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati
    motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
    f) al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero
    per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
    g) ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni
    internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni
    diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e delle forze di polizia,
    italiane e straniere, e dei vigili del fuoco nell’esercizio delle loro funzioni;
    h) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello
    di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.
    Art. 7.
    Obblighi dei vettori e degli armatori
  26. I vettori e gli armatori sono tenuti a:
    a) acquisire e verificare prima dell’imbarco la dichiarazione di cui all’art. 5;
    b) misurare la temperatura dei singoli passeggeri;
    c) vietare l’imbarco a chi manifesta uno stato febbrile, nonché nel caso in cui la dichiarazione di
    cui alla lettera a) non sia completa;
    d) adottare le misure organizzative che, in conformità al «Protocollo condiviso di
    regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della
    logistica» di settore sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all’allegato 14, nonché alle «Linee guida per
    l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID19 in materia di trasporto pubblico» di cui all’allegato 15, assicurano in tutti i momenti del viaggio
    una distanza interpersonale di almeno un metro tra i passeggeri trasportati;
    e) fare utilizzare all’equipaggio e ai passeggeri i mezzi di protezione individuali e a indicare le
    situazioni nelle quali gli stessi possono essere temporaneamente ed eccezionalmente rimossi;
    f) dotare, al momento dell’imbarco, i passeggeri che ne risultino sprovvisti dei mezzi di protezione
    individuale.
  27. In casi eccezionali e, comunque, esclusivamente in presenza di esigenze di protezione dei cittadini
    all’estero e di adempimento degli obblighi internazionali ed europei, inclusi quelli derivanti
    dall’attuazione della direttiva (UE) 2015/637 del Consiglio del 20 aprile 2015, sulle misure di
    coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell’Unione non
    rappresentati nei paesi terzi e che abroga la decisione 95/553/CE, con decreto del Ministro delle
    infrastrutture e dei trasporti, adottato su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale e di concerto con il Ministro della salute, possono essere previste deroghe specifiche
    e temporanee alle disposizioni del presente articolo.
    Art. 8.
    Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera
  28. I servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana possono essere svolti solo
    nel rispetto delle specifiche linee guida di cui all’allegato 17 del presente decreto, validate dal
    Comitato tecnico-scientifico di cui all’art. 2 dell’ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del
    Dipartimento della protezione civile, a decorrere dalla data del 15 agosto 2020.
  29. I servizi di crociera possono essere fruiti da coloro che non siano sottoposti ovvero obbligati al
    rispetto di misure di sorveglianza sanitaria e/o isolamento fiduciario e che non abbiano soggiornato
    o transitato nei quattordici giorni anteriori all’imbarco in Stati o territori di cui agli elenchi C, D, E ed
    F dell’allegato 20. In caso di soggiorno o transito in Stati o territori di cui all’elenco C, si applica l’art.
    6, comma 6.
  30. Ai fini dell’autorizzazione allo svolgimento della crociera, prima della partenza della nave, il
    Comandante presenta all’Autorità marittima una specifica dichiarazione da cui si evincano:
    a) l’avvenuta predisposizione di tutte le misure necessarie al rispetto delle linee guida di cui al
    comma 1;
    b) i successivi porti di scalo ed il porto di fine crociera, con le relative date di arrivo/partenza;
    c) la nazionalità e la provenienza dei passeggeri imbarcati nel rispetto delle previsioni di cui al
    precedente comma.
  31. Fermo restando quanto previsto dal comma 2, secondo periodo, è consentito alle navi di bandiera
    estera impiegate in servizi di crociera l’ingresso nei porti italiani nel caso in cui queste ultime
    provengano da porti di scalo situati in Stati o territori di cui agli elenchi A, B e C dell’allegato 20 e
    tutti i passeggeri imbarcati non abbiano soggiornato o transitato nei quattordici giorni anteriori
    all’ingresso nel porto italiano in Stati o territori di cui agli elenchi D, E ed F dell’allegato 20, nonché
    previa attestazione circa il rispetto, a bordo della nave, delle linee guida di cui al comma 1. Il
    Comandante della nave presenta all’autorità marittima, almeno ventiquattro ore prima dell’approdo
    della nave, una specifica dichiarazione contenente le indicazioni di cui al comma 3.
  32. Gli scali sono consentiti solo negli Stati e territori di cui agli elenchi A, B e C dell’allegato 20 e
    sono vietate le escursioni libere, per le quali i servizi della crociera non possono adottare specifiche
    misure di prevenzione dal contagio.
    Art. 9.
    Misure in materia di trasporto pubblico di linea
  33. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, le attività di trasporto
    pubblico di linea terrestre, marittimo, ferroviario, aereo, lacuale e nelle acque interne, sono espletate,
    anche sulla base di quanto previsto nel «Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento
    della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica» di settore sottoscritto il 20
    marzo 2020, di cui all’allegato 14, nonché delle «Linee guida per l’informazione agli utenti e le
    modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 in materia di trasporto
    pubblico», di cui all’allegato 15.
  34. In relazione alle nuove esigenze organizzative o funzionali, il Ministro delle infrastrutture e dei
    trasporti con proprio decreto, da adottarsi di concerto con il Ministro della salute, può integrare o
    modificare le «Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il
    contenimento della diffusione del COVID-19 in materia di trasporto pubblico», di cui all’allegato 15,
    nonché, previo accordo con i soggetti firmatari, il «Protocollo condiviso di regolamentazione per il
    contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica» di settore
    sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all’allegato 14.
    Art. 10.
    Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità
  35. Le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle
    erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la
    loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, sociooccupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono svolte secondo piani territoriali, adottati dalle
    Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la
    prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.
  36. Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o
    sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di
    supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di
    assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista.
    Art. 11.
    Esecuzione e monitoraggio delle misure
  37. Il prefetto territorialmente competente, informando preventivamente il Ministro dell’interno,
    assicura l’esecuzione delle misure di cui al presente decreto, nonché monitora l’attuazione delle
    restanti misure da parte delle amministrazioni competenti. Il prefetto si avvale delle Forze di polizia,
    con il possibile concorso del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, per la salute e sicurezza nei luoghi
    di lavoro, dell’Ispettorato nazionale del lavoro e del Comando carabinieri per la tutela del lavoro,
    nonché, ove occorra, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali, dandone
    comunicazione al Presidente della Regione e della Provincia autonoma interessata.
    Art. 12.
    Disposizioni finali
  38. Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 25 ottobre 2020, in sostituzione di
    quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2020, come modificato e
    integrato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre 2020, e sono efficaci fino al
    __ novembre 2020.
  39. Restano salvi i diversi termini previsti dalle disposizioni del presente decreto.
  40. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province
    autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione

Brt: positivi a lavoro, è caos

Di Simona Boenzi

Guidonia- Ignari dell’esito del tampone, gli operai hanno continuato a recarsi a lavoro. Questa mattina 22 ottobre, presso il magazzino l’amara sorpresa. A quanto pare sono una decina i dipendenti risultati positivi e sono in molte le persone che sono state a contatto fra loro pur essendo risultate negative. Non è sicuro infatti che domani l’attività lavorativa riprenda. Vale la pena ricordare che la Asl territoriale aveva effettuato i tamponi a tutti ma in attesa delle risposte, gli operai hanno continuato nei giorni l’attività lavorativa. Domani lo stabilimento aprirà regolarmente .

Nuovo Dcpm 18 ottobre in diretta il premier Conte

Di Simona Boenzi

Ingressi a scuola scaglionati, stretta sulle palestre : una settimana per adeguarsi al nuovo protocollo

Ingresso a scuola (per le superiori e i licei) non prima delle 9, chiusura alle 21 di strade e piazze in cui vi sia il rischio assembramento, bar, ristoranti e gelaterie chiuse alle 24 e presenza ai tavoli di massimo 6 persone (e i locali dovranno esporre un cartello sulla capienza massima disponibile). Sono solo alcuni dei punti presenti nella bozza del nuovo dpcm che a verranno trattati nel corso della conferenza stampa del premier Conte più volte rimandata e prevista adesso per le 21.30.

Stretta sulle palestre

Contrasti sulla chiusura delle palestre e sui doppi turni e la didattica a distanza per la scuola, nonché sul trasporto pubblico . Si auspica di evitare di ritrovarsi con dati che costringano a un nuovo lockdown.

I sindaci dei singoli comuni potranno chiudere strade e piazze dopo le 21 per evitare assembramenti. I ristoranti rimangono aperti fino alle 24, ma ai tavoli non potranno sedersi più di sei persone. I bar dovranno invece chiudere alle 18 a meno che non facciano servizio al tavolo e potranno così proseguire l’attività fino a mezzanotte. Smart working al 75%, ingressi a scuola scaglionati. Palestre e piscine restano aperte ma hanno una settimana di tempo per adeguare i protocolli.

Scuole
Nessun cambiamento per le scuole elementari e medie. Si sposta dopo le 9 l’ingresso delle superiori, in cui si potrà fare ricorso a turni pomeridiani. «Fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, per contrastare la diffusione del contagio, previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica

incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00». Si legge nella bozza del nuovo Dpcm.

Stop a congressi e convegni
«Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e a condizione che sia assicurate specifiche misure idonee a limitare la presenza del pubblico, ad accezione di quelle di rilevanza nazionale.

Divieto di sagre
«Allo scopo di garantire la proporzionalità e l’adeguatezza delle misure adottate è promosso lo svolgimento periodico delle riunioni di coordinamento regionale e locale”. “Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale ed i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interperso rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro». Lo si legge nella bozza del nuovo dpcm con le norme anti contagio da Covid. «Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza» Nell’ambito delle pubbliche amministrazioni tutte le riunioni si svolgono rispettando la regola del distanziamento , salvo la sussistenza di motivate ragioni di interesse pubblico; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza».

Ristoranti
«E’ fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti». Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade. «Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo e sino alle ore 18.00

Fantasmadonia: storie di fantasmi a Guidonia

Letture : ogni domenica a partire da oggi, un racconto “paranormale”

Di Simona Boenzi

Parte oggi l’appuntamento con una serie di racconti, leggende, testimonianze ( che citeremo di volta in volta ) di apparizioni e fantasmi nella città di Guidonia Montecelio e nei paesi limitrofi. Vi invito pertanto a scrivermi in privato ( Facebook : simona boenzi ) se siete a conoscenza di storie “paranormali”. Quella di oggi è dedicata alla “Casa di Guidonia”, testimonianza riportata da Maria Ciorbi proprio in un sito dedicato al paranormale. Non abbiamo la presunzione di imporvi la credenza a tali racconti ma solo la curiosità di riportare credenze popolari per una lettura “domenicale alternativa” . Come potrete notare, non è stata menzionata volutamente la protagonista di questo racconto: la casa .

~ A Guidonia vi è una casa molto particolare. Qui vi è morta, tra le braccia impotenti della mamma, una bimba. La donna non poté fare altro che attendere, rassegnata, che la vita scorresse via dal corpo della sua figlioletta. Non versò nemmeno una lacrima: ormai non ne aveva più. Non gliene restarono nemmeno quando seppellì il corpicino senza vita nel giardino della loro bella casa, a Guidonia. Da allora, tutti i proprietari di quella casa vivono esperienze molto particolari. Rumori su per le scale, come se qualcuno ci stesse giocando a far rimbalzare una palla sui gradini. Chi andava a vedere, incuriosito dai rumori, trovava le scale rigorosamente vuote. Un fenomeno che si ripeteva più volte e sempre con lo stesso esito. Oppure, finestre chiuse venivano trovate aperte e nessuna delle persone presenti in casa l’aveva fatto. Allo stupore si mescolava la paura. Ad accomunare tutti questi fenomeni c’è un’idea molto particolare e precisa: la sensazione di assistere agli innocenti scherzi di una bambina. (fonte : over blog )

Montecelio : Via Nuova

Un altro racconto tramandato dalle genti di Montecelio, c’è quello della via Nuova. Si dice infatti che tutti quelli andarono ad abitare in quella via, dovettero scappare, perchè : “Una anziana compariva nelle case e si faceva trovare seduta davanti al camino, con indosso il tradizionale costume monticellese. Chi sostiene di averla vista, racconta che questa anziana avesse gli occhi tristi e non riusciva a raggiungere il Paradiso” ( fonte – voci di paese )

Ecolalia, film sull’autismo di cristiano de sanctis a Guidonia

L’esordio di  “Miss F”, adolescente nello spettro autistico nei panni di se’ stessa

Di Simona Boenzi

Il sogno della crisalide. L’idea di intitolarlo così il film sull’autismo scritto e diretto da Cristiano De Sanctis , 44 anni di Guidonia.  Scrittore, regista, fotografo, insegnante di sostegno . passione, lavoro, cuore, anima che si fondono e danno vita a questo grande progetto che vedrà come protagonista una giovane ventenne, di Guidonia anche lei. Miss F. ( la mamma ha chiesto che non venga reso pubblico per ora il nome della figlia ),  brillerà nell’interpretazione di sé stessa, studentessa nello spettro autistico in un contesto senza tempo e senza spazio.

Cristiano De Sanctis e la giovane “Miss F.”

“E’ nata così – inizia a raccontare Cristiano – da quattro anni affianco F. e vivo faccia a faccia con l’autismo. Abbiamo iniziato che non sapevamo nulla l’uno dell’altra. Ma ho visto subito che lei è speciale. Durante le ore di supporto a scuola l’ho coinvolta nei miei progetti e , via via mi rendevo conto che stavo riuscendo a entrare un passettino alla volta nel suo mondo impenetrabile. La persona autistica è talmente presente che di fatto chi non lo è siamo noi. Inizialmente mi relazionavo con lei e notavo che ripeteva determinate frasi, gesti e io mi vedevo come davanti a uno specchio: ecolalia. Si chiama così l’istinto a ripetere parole o frasi intere e in alcuni casi di autismo rappresentano una costante che ne caratterizza il loro modo di relazionarsi con te. L’autistico in realtà ti sta dicendo : “ sono fermo qui, su questa parola, non andare avanti , spiegati mi interessa, capito? Mi capisci? “

Un momento di pausa durante le riprese

Parlare con Cristiano su un tema così delicato e di cui tanto si legge e poco si sa, è come sfogliare le pagine di un libro scritto con l’anima. Questa bellissima ragazza è seduta accanto a noi, osserva me e osserva lui, poi  mi dice : “ Intervista? Intervista a Cristiano”? Guardo lui e mi conferma sorridendo : “ Ecolalia , questa crisalide che fatica a schiudersi perché è incastrata , immagina il cubo di Rubik , lui ci ha dato il rompicapo e ci ha detto : “ Adesso fatemi vedere cosa sapete fare, forse è folle ma io l’autismo lo vedo così, come un cubo magico che ha il suo ordine, non il nostro, il suo. E fra noi e loro, chi è normale? Lo schema della razionalità ci porta a formulare regole convenzionali ed adattabili alla società, ma nella società siamo tutti uguali? Tu sei brava a scrivere, a disegnare, a lavorare la maglia, io no, se mi impegno qualcosa riesco a fare, ma non sono portato per natura a fare lavori all’uncinetto. So esprimermi con la poesia, con la macchina da presa e mi sono concentrato a capire cosa le piacesse.

Durante le riprese in piazza Matteotti a Guidonia

Il film è nato così, a braccio. A scuola mi seguiva passo passo ma quando provavo a metterla davanti la camera me la perdevo.

La sua ecolalia si intensificava e diventava snervante poter andare avanti. Poi un giorno ci siamo fermati al bar ( spesso la seguo  anche fuori l’orario delle lezioni perché siamo diventati amici veri ) e abbiamo incontrato un amico che aveva con sé la chitarra. La ragazza in quel periodo ripeteva sempre “ A sì ? Co chi? “ , aveva iniziato a farlo anche in quel momento e Marco Colella, ha iniziato a crearle una base musicale. E’ nata così anche la canzone “ A sì co chi “. Dopo di lui, ho iniziato a ricevere proposte per partecipare e dare un contributo artistico anche da altri ragazzi di Guidonia, fra loro, il rapper Michele Iannacci, conosciuto come Lord Madness. Lo stesso proprietario del bar Caffetteria retrò su via Umberto Maddalena, mi ha permesso di girare alcune scene esterne alla scuola . Le musiche invece sono di Nicholas Tallaro Francucci, mio grande amico, prestatosi a questa collaborazione.

Tra Cristiano la piccola F, è nato un legame forte

Abbiamo iniziato le riprese lo scorso anno, inizialmente non ho costruito una sceneggiatura, perché preferivo adeguarmi io alla mia esordiente attrice  piuttosto che forzarla nella concentrazione verso  uno schema di apprendimento. Grazie alle lunghe passeggiate nel cortile della scuola, grazie alle sue numerose e incessanti domande, mi rendevo sempre più consapevole del fatto che lei stava entrando nel mio mondo, nei miei interessi, nei miei gusti musicali, letterari, creando una fusione fra il mio cervello e il suo.

Il film spiega questo: il blocco sociale del mondo nei confronti dell’autismo. La responsabilità è nostra, abbiamo il dovere morale di comprendere e aiutare le famiglie che hanno figli con questa caratteristica. L’autismo non ha una soluzione ma ha sicuramente una sua evoluzione. Dall’autismo non si guarisce, perché non è una malattia, molti la definiscono “patologia”, ma è un termine talmente generico che pensare all’autismo come a una patologia mi sembra come voler inglobare un virus e metterlo in quarantena per cercare una cura a tutti i costi. Un primo passo invece è iniziare ad ascoltare, soprattutto le madri di figli autistici, è ascoltando che impariamo. Anche la crisalide riuscirà a schiudersi”.

Chi è Cristiano De Sanctis

Nasce a Civitavecchia il 19 maggio del 1976.Si è stabilito a Guidonia con la famiglia all’età di 4 anni e non è andato mai via. Ha fatto della sua città la colonna trainante di tutto il suo lavoro. Dopo il diploma all’istituto tecnico Alessandro Volta di Tivoli, ha conseguito un master in disegno tecnico e una serie innumerevole di specializzazioni, soprattutto cinematografiche.

E’ l’unico ad aver girato film e documentari in ogni scuola dove ha insegnato. Con tutte le difficoltà burocratiche e logistiche che non gli hanno comunque impedito di andare avanti. Per citare solo alcuni suoi lavori : a Subiaco girò insieme ai suoi studenti “la storia dei partigiani”, a Tivoli , la “storia della Sibilla”, a Vicovaro, “la strage delle pratarelle”, a Sant’Angelo romano “la storia di Federico Cesi”. Nel 2019 pubblica “la Psiche del fuoco”, una raccolta di poesie e tracce del suo percorso artistico ventennale . Cristiano è fondatore della casa di produzione cinematografica indipendente : la Psiche film , presente anche su You Tube con due canali omonimi ( la psiche film produzioni indipendenti ). Dal 1999, anno in cui mette su il suo laboratorio artistico , ha scritto e diretto cortometraggi, medio metraggi , lungometraggi, video clip con musiche originali tutte realizzate da amici compositori. Il tema del bullismo è uno dei tasti su cui Cristiano batte maggiormente, non a caso gira:

La rivoluzione senza la buccia, sul territorio di Guidonoa, The Cage, un Fight club al quatriere Albuccione, EN to Pan, sul  “Arancio arcaico sulla lontananza dal sole” e moltissimi cortometraggi a richiamo storico, finalizzati a sensibilizzare gli studenti alla conoscenza sulla storia della loro città.

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Dal porno a Satana, la brutta storia di Ilaria

di Simona Boenzi

Hanno provato a distruggermi la vita, oggi trovo il coraggio di metterci la faccia

Ilaria Di Roberto a Pomeriggio cinque

Hackerata, ipnotizzata, cyberbullizzata, molestata , perseguitata, vittima e oggi addirittura accusata di vendere pornografia. A soli 29 anni due sono le cose che pensi: o è una mitomane, o è veramente sfigata.

No. Ilaria è una giovane donna che crede  all’esistenza dell’amore, della lealtà e come tante altre della sua età , cercava lavoro. E oggi lo strumento utilizzato da tutti è il web. L’assurda storia di Ilaria Di Roberto, è diventata di dominio nazionale. Ha preso parte a trasmissioni televisive come Pomeriggio cinque, Storie italiane e I fatti vostri, di lei ne scrivono giornali nazionali perché la sua è veramente una storiaccia.

“Storie italiane ” programma Rai
Ilaria Di Roberto a “I fatti vostri”

Ilaria, residente a Cori,  mi ha contattato su Facebook e mi ha inviato un messaggio. “Ho bisogno di aiuto”.  Ed è così  che inizia la nostra conversazione, dapprima scritta poi verbale.

La causa iniziale è l’infatuazione per un ragazzo del posto. Dal ritrovarsi intestataria di una utenza Tim che verrà utilizzata per divulgazioni di video, messaggi dal contenuto pornografico, acquisti in rete e ricatti tutti a suo nome ma  a sua insaputa, fino a comparire lei stessa per mezzo di montaggi creati ad arte su siti porno il passo è breve.

“ Il rapporto con questo ragazzo divenne a breve solo amichevole – racconta – lui iniziò a frequentare altre ragazze che mal sopportavano la nostra frequentazione . Infatti dopo poco tempo entrambi ci siamo ritrovati con i profili social hackerati . Per tutta questa serie di motivi il nostro rapporto subì una rottura”. Ma questo è solo l’inizio. Il vero dramma per la giovane di Cori, si presenta a giugno del 2019. Ilaria cerca lavoro e fra le migliaia di opportunità andate in fumo si butta su un annuncio che parla di cartomanzia,  magia e legami . “ Quando ti vedi ogni possibilità rigettata – continua – ti adatti e speri che una piccola fonte di guadagno arrivi anche da un lavoro a detta di molti “bizzarro”, ma io in verità sono sempre stata attratta dal mondo delle carte, non è un reato giusto? “ No, non è un reato, ma lo diventa quando chi gestisce questo sporco affare lo fa giocando sulla ingenuità di una ragazza piena di speranze e purtroppo anche un po’ “credulona”. Inizia così una collaborazione presso questa società con sede legale in Sicilia ma controllata da una ltd ( società a responsabilità limitata ) di Londra.

Alla testa di quella che si capirà presto essere una squadra di truffatori camuffati da guru, folletti e maghi, c’è un tale che avrebbe manipolato – non ipnotizzato attenzione – la nostra Ilaria, al punto di farla cadere nella trappola del guadagno facile con qualche firma qui e là . “ Ma sta tranquilla è tutto regolare “. Oggi si trova in mezzo ai casini per colpa proprio di una firma su una cambiale camuffata ad arte, di 40mila euro.

“Sono stata proprio una stupida – mi sono addirittura fatta tatuare il simbolo della loro setta per beneficiare della loro benevolenza “.

In premio la promessa di ottenere visibiltà mediatica sui social e tanti followers

“Mi avrebbe fatto comodo perché ho la passione per la scrittura e ho da poco terminato il mio primo libro a cui tengo moltissimo”.

E non è finita .  Allo stato attuale la procura pontina  ha delegato la polizia postale delle indagini  e sta esaminando la denuncia presentata dalla vittima cercando di ricostruire l’ intera vicenda e di verificare l’ effettiva esistenza di una rete di sicari che agiva per conto della setta, mettendo a segno esecuzioni il stile malavitoso nei confronti di coloro a cui erano state “commissionate” fatture di magia nera mortali.

“Il guro mi fece il lavaggio del cervello e arrivò al punto di commissionarmi l’uccisione di una persona”

Ilaria Di Roberto

Per colpa di queste cambiali e quel materiale pornografico messo in rete , sono stata denunciata e ho subito anche una perquisizione in casa. Mi hanno squestrato il pc dove c’era tutto il mio libro che , prima di essere pubblicato , tra l’altro , me lo sono visto messo in pdf sul web. Ma io non mi fermo. Sto raccontando la mia brutta a storia a tutti i giornali, so di fare la figura dell’ingenua ma almeno spero e voglio che tutti sappiano quanto non è poi così difficile imbattersi in veri e propri criminali. Da questa esperienza ne farò una missione di vita”

L’Arma alla sbarra

Al via stamane al processo sui depistaggi, otto gli imputati

Di Simona Boenzi

Settima sezione penale

“E’ solo grazie all’appuntato scelto Riccardo Casamassima che siamo arrivati a questo punto. Dieci anni fa brancolavamo nel buio. Oggi i responsabili della morte di mio fratello hanno nomi e cognomi”. Sono le parole di Ilaria Cucchi, rotte dall’emozione.

Alle 9 stamattina si sono aperte le porte al secondo piano del tribunale nella settima sezione penale per gli otto imputati dell’Arma

A dover affrontare il processo nell’ambito dell’inchiesta sui presunti depistaggi relativi alle cause della morte di Stefano Cucchi, la catena di comando dei carabinieri che – secondo le accuse – avrebbe prodotto falsi per sviare le indagini. Fra questi, il generale Alessandro Casarsa, attualmente in pensione, ex comandante dei Corazzieri e all’epoca dei fatti comandante del Gruppo Roma. Gli altri imputati sono il colonnello Lorenzo Sabatino, ex capo del nucleo operativo di Roma, accusato di omessa denuncia; Francesco Cavallo, all’epoca dei fatti tenente colonnello capoufficio del comando del Gruppo Roma; Luciano Soligo, già comandante della Compagnia Montesacro; Massimiliano Colombo Labriola, ex comandante della stazione di Tor Sapienza; Francesco Di Sano, all’epoca in servizio a Tor Sapienza; Tiziano Testarmata, già comandante della quarta sezione del Nucleo investigativo e il carabiniere Luca De Cianni.

L’aria è già tesa. Da qualche giorno infatti l’appuntato  scelto Riccardo Casamassima subisce azioni inspiegabili. I numerosi post su face book documentano infatti reazioni da parte di superiori alle quali dovranno, prima o poi, rispondere. Venerdi scorso infatti, mentre l’appuntato si dirigeva verso il posto di lavoro, è stato “allontanato  – riferisce – perché non gradito, dal momento che stava attivando il comandante generale Giovanni Nistri”.

 Quel posto di lavoro, ricordiamolo, è una sbarra che si alza e si abbassa presso la scuola allievi carabinieri, dove il carabiniere Casamassima è stato letteralmente spedito per “aver detto la verità”

Caso Cucchi – Processo depistaggi e trasferimenti improvvisi

Due carabinieri coinvolti nel pestaggio e subito mandati altrove

di Simona Boenzi

Partirà il 16 dicembre il processo contro i depistaggi nel caso sulla morte di Stefano Cucchi. Il 12 novembre – data di inizio –  il giudice monocratico Federico Bona Galvagno, si è astenuto  spiegando di essere un ex carabiniere attualmente in congedo. L’astensione c’è stata a seguito della richiesta sollevata dagli stessi familiari di Cucchi, al suo posto è stata già designata Giulia Cavallone .

il corpo senza vita di Stefano Cucchi con i segni delle percosse ricevute

Singolare invece il trasferimento immediato di due dei tre carabinieri a pochi giorni dalla morte di Stefano Cucchi. Parliamo di Roberto Mandolini e Raffaele D’Alessandro, oggi condannati  in primo grado .

  Il 3 dicembre 2009, venti giorni dopo la morte di Cucchi, Mandolini – considerato in carriera, giovane e brillante – viene improvvisamente trasferito in un reparto secondario, rinunciando anche all’alloggio di servizio. Il primo dicembre 2009 il comandante provinciale dispone, per non meglio precisate “esigenze di servizio” e a decorrere dal 3 dicembre 2009, che il maresciallo Mandolini sia provvisoriamente assegnato al plotone di rappresentanza carabinieri di Roma.

Il 3 dicembre 2009 il generale Vittorio Tomasone specifica che Mandolini perde l’alloggio di servizio di cui usufruiva e che lui stesso aveva richiesto.

Il  16 febbraio 2009 sempre Tomasone scrive  nuovamente al comando legione carabinieri Lazio, questa volta proponendo il trasferimento “a domanda” del maresciallo Mandolini alla aliquota Radiomobile della compagnia di Castelgandolfo, quale “capo equipaggio”, allegando una “dichiarazione di gradimento dell’interessato”.

Il 18 febbraio 2009 la dichiarazione di gradimento dell’interessato viene effettivamente messa agli atti, dunque due giorni dopo gli atti presentati da Tomasone

All’epoca dei fatti, ovvero nell’ottobre del 2009, Raffaele D’Alessandro era in servizio alla stazione di Roma Appia, per poi passare a quella di San Martino al Cimino. E nel Viterbese è rimasto fino al settembre del 2014, quando è stato trasferito al battaglione carabinieri Campania. Fu infatti proprio l’allora maresciallo Fortunato Scoscina, all’epoca alla guida della staizione di San Martino al Cimino, che in aula riferì alcune confidenze della allora  moglie di D’Alessandro, Anna Carino, riguardo ai metodi non proprio pacifici del carabiniere usati in famiglia. “A San Martino al Cimino – racconta in aula  Scoscina  – vivevano nell’alloggio di servizio insieme ai figli. A volte sentivo delle urla e D’Alessandro era spesso autoritario con la moglie. Nell’ottobre del 2013 Carino mi volle parlare, e mi raccontò della separazione. Ma mi espresse anche delle preoccupazioni sul fatto che D’Alessandro fosse armato, ovvero che avesse l’arma di servizio. Non essendo più in buoni rapporti, temeva che il marito potesse usare la pistola contro di lei o contro i figli o anche contro se’ stesso”.

Tutti gli ordini di servizio sono a firma  del generale Vittorio Tomasone, allora comandate provinciale.

Nel frattempo continua invece la rocambolesca quanto assurda vita da persona leale di Riccardo Casamassima, reduce dal premio Antonio Caponnetto per la cultura della legalità Antonio  al festival di Pistoia.

Riccardo Casamassima ritira il premio Caponnetto a Pistoia

Il carabiniere che “ci ha messo la faccia” , non è stato ricevuto dal comandante generale Giovanni Nistri, in quanto – sosterrebbe – ci siano le indagini in corso dell’ Anac. “ Non ha senso – spiega Casamassima – Perché mai nessuno dal Comando Generale mi ha detto che ho fatto la cosa giusta nel testimoniare . In questi giorni presenteremo una querela nei confronti delle persone sottoposte a provvedimento da parte degli Ufficiali sottoposti a provvedimento da parte dell A.n.a.c e nei confronti di chi ancora nega i miei diritti .Una cosa è sicura non ci saranno più altre persone che seguiranno il mio esempio.

Caso Cucchi: la legge Madia non fu applicata a Mandolini

Il maresciallo non fu punito ma promosso. I carabinieri denunciati per stupro a Firenze vennero subito destituti prima del processo

Di Simona Boenzi

Nessuno ne parla, eppure è davanti agli occhi di tutti. Si chiama legge Madia, in particolare quell’ articolo 1393 del codice dell’ordinamento militare (modificato nel 2015 dalla legge Madia) che autorizza provvedimenti disciplinari anche a giudizio non concluso. Il codice però prevede pure la possibilità di reintegro dei militari, a conclusione dell’iter processuale, nel caso di un’assoluzione piena e definitiva da quei crimini ritenuti «particolarmente gravi o infamanti». Occorre ricordare il caso delle due ragazze americane che denunciarono per stupro due carabinieri a Firenze la notte fra il 6 e il 7 settembre 2017. Licenziati, ancor prima di essere giudicati da qualsiasi tribunale : a conclusione di un’indagine disciplinare interna infatti, l’arma dei carabinieri ha deciso di destituire i due accusati dalle studentesse. Marco Camuffo è stato poi condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione con rito abbreviato l’11 ottobre 2018. Si è costituto parte civile invece il ministero della Difesa nel processo a carico di Pietro Costa l’altro carabiniere , partito a ottobre scorso presso il tribunale di Firenze. Costa venne subito trasferito fuori sede in una caserma nelle sperdute campagne fiorentine.

Roberto Mandolini

La legge Madia  però non è stata applicata già nel 2009 ai carabinieri che massacrarono di botte Stefano Cucchi. Al contrario, il maresciallo Roberto Mandolini venne promosso. Non sospeso, non destituto ma promosso a maresciallo capo. Per chi lavora nell’ Arma, il cambio di grado è quasi un fatto automatico:  solo che in questo caso ad usufruire della promozione  è stato proprio  uno dei carabinieri indagati per falsa testimonianza sul caso Stefano Cucchi dalla Procura di Roma e il reparto di Mandolini si occupa principalmente di ordine pubblico, impiegato a Roma soprattutto nei controlli a San Pietro e nelle altre zone ritenute sensibili, quindi in questo momento in pieno servizio per il controllo dell’ordine pubblico.

Eppure l’articolo 1393 dell’ordinamento militare parla chiaro : “Il procedimento disciplinare, che abbia ad oggetto, in tutto o in parte, fatti in relazione ai quali procede l’autorità giudiziaria, è avviato, proseguito e concluso anche in pendenza del procedimento penale. Per le infrazioni disciplinari di maggiore gravità, punibili con la consegna di rigore di cui all’articolo 1362 o con le sanzioni disciplinari di stato di cui all’articolo 1357, l’autorità competente, solo nei casi di particolare complessità dell’accertamento del fatto addebitato al militare ovvero qualora, all’esito di accertamenti preliminari, non disponga di elementi conoscitivi sufficienti ai fini della valutazione disciplinare, promuove il procedimento disciplinare al termine di quello penale.” 

In tutti questi dieci anni  dunque, Roberto Mandolini , ha continuato non solo a lavorare , a differenza di Camuffo e Costa – ma ha beneficiato anche di uno scatto di livello . Vale infine la pena di ricordare che nella sentenza Cucchi,  La corte ha disposto il pagamento di una provvisionale di 100mila euro ciascuno ai genitori di Cucchi e alla sorella Ilaria. Di Bernardo, D’Alessandro, Mandolini e Tedesco, a vario titolo, dovranno risarcire, in separato giudizio, le parti civili Roma Capitale, Cittadinanzattiva e i tre agenti della polizia penitenziaria e intanto sono stati condannati al pagamento delle loro spese legali per complessivi 36mila e 500 euro. Di Bernardo e D’Alessandro sono stati inoltre interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, mentre un’interdizione di cinque anni è stata disposta per Mandolini. Da anni ormai, l’appuntato scelto Riccardo Casamassima, l’uomo grazie al quale ci fu la svolta del caso Cucchi, si  batte sui social esponendosi in prima persona,  per far conoscere la verità e ottenere giustizia. Finora, nonostante le quattro istanze presentate, non è stato ricevuto dal comandante generale.

Storytelling- Blair witch Guidonia

La misteriosa strega avvistata nelle campagne tiburtine

Tornarono dopo una serata trascorsa insieme ad amici , i due gemelli che sul finire degli anni 80, all’epoca adolescenti, raccontano e mostrano i segni di artigli lasciati sul torace. Sono trascorsi più di trent’anni e quella notte non l’hanno più dimenticata. La “Ritmo” color canna di fucile , arrivava da Roma e a bordo quattro amici. Verso l’una e mezza, la vettura, guidata da Carlo, uno dei gemelli, fece scendere Giulio e Roberta, a Villanova di Guidonia per poi proseguire dalla via Maremmana verso le campagne, percorrere una strada sterrata e giungere a casa. Ma qualcosa andò storto …

Aveva delle mani enormi e gli occhi neri cerchiati di sangue

La Ritmo venne trattenuta e come risucchiata in un vortice per poi svanire nel nulla. Il giorno seguente i due ragazzi vennero trovati da un ciclista mattiniero , sul ciglio della Maremmana. Accanto a loro un cane randagio che leccava insistentemente le ferite ed inizio’ a ringhiare alla vista del ciclista .

Poi iniziò ad abbaiare fino a svegliare i due giovani che mostravano ferite su tutto il corpo . Sulla schiena di entrambi rispettivamente due lettere , una “ F “ ed una “ H “ … Oggi questi due fratelli vivono in Austria . Nessuno ha mai più ritrovato la loro macchina . E nessuno ha mai creduto alla storia della “ strega “ . Eppure c’è ogni tanto chi giura di sentire dei lamenti provenire da quelle campagne.

Ogni volta che urla come una banshee, il giorno seguente accade qualcosa di nefasto”

Nel corso degli anni , si è persa la curiosità di capire cosa fosse questa strana creatura. Un essere che si è fermato nel tempo, una creatura demoniaca, il frutto di una seduta spiritica che ha scaricato forze malefiche o uno spirito che cerca di raggiungere la sua dimensione. Se avete voglia e soprattutto coraggio, provate ad attraversare quella che oggi è la località La Botte, immersa nel verde e nella tranquillità di giorno. Ma al calar del sole….. Tutto può succedere ( Simona Boenzi & Storytelling)

Novità tamponi: anche dal medico di base

In arrivo anche nei laboratori privati, dal medico di base e presto nelle farmacie del Lazio

Di Simona Boenzi

Si potranno prenotare sul web i tamponi rapidi o molecolari presso i drive-in Asl della Capitale: il test verrà eseguito gratuitamente. Necessaria la prescrizione del medico di base e la tessera sanitaria.

In alternativa, da ieri è possibile effettuare anche il tampone molecolare – oltre quello rapido – presso una serie di laboratori privaticon cui la Regione ha stipulato una convenzione. In questo caso il prezzo massimo è di 22 euro, per tutti e due i tipi di test. Le strutture che eseguono il test sono 135 in totale

La decisione di permettere l’esecuzione anche del test molecolare presso i laboratori privati, e non soltanto di quello rapido come stabilito inizialmente dalla Regione Lazio, arriva a seguito di una sentenza del Tar. I giudici amministrativi si sono espressi in favore dell’ampliamento il più possibile esteso della rete di screening anti-covid, in occasione di un ricorso presentato da Artemisia Lab. ( elenco completo su http://www.salutelazio.it )